Questo blog parla dei tentativi e forse anche dei successi di chi, ogni giorno, tenta di scappare dalla gabbia che gli è stata costruita intorno per riconquistare la propria libertà perduta...

Eccomi

Blogger: privateoutrage
Io credo che l’Amore Vero esista. L’Amore che non chiede niente e che si limita semplicemente ad amare. Un Amore che disseta il desiderio di Libertà e che emana dolcemente il suo delicato profumo verso colui che sceglie di crederVi. Alcuni lo chiamano “Dio”, altri lo hanno nominato “Vana Illusione”… Ma se fosse solo un ideale senza senso, allora quando sarò sul letto di morte sarò fiero di aver dedicato il prezioso tempo che mi è stato concesso di vivere, alla ricerca di questo fantastico sogno...

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domenica, 30 aprile 2006

Postato da: privateoutrage a 19:55 | link | commenti
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Non mi vergogno... No, non mi vergogno di essere un'instancabile sognatrice! Mi piace rifugiarmi in un mondo tutto mio, mi piace sognare che un giorno scoprirò quell' amore vero che ancora non conosco ma di cui sento la necessità. Si dice che è impossibile desiderare ciò che non si conosce, ma c'è qualcosa di naturale in noi che ci mostra che abbiamo bisogno di amare e di essere amati. Una ricerca continua, una ricerca spesso inconsapevole. Anche una persona forte come me ha bisogno di lasciarsi andare, di farsi trasportare dall'istinto e dalla passione. Sono convinta che qualcuno abbia lasciato in noi della piccola polvere chiamata "voglia di amare", e che granello per granello essa aumenti sempre di più man mano che col tempo si capisce di averne veramente bisogno.  Ma cosa ci impedisce allora di amare? Quel senso di autodifesa, quel guscio di cui ci ricopriamo per non essere delusi, quella maschera che copre i nostri volti per la paura che il mondo crolli su di noi, quella fascia di orgoglio che mettiamo al primo posto per far credere a chi ci circonda che possiamo vincere tutto... Senza sapere, però, che l'amore è da sempre dentro di noi, e anche se non vogliamo ammetterlo, ci rende deboli, e ci rende ancora più fragili quando non sappiamo esternarlo. Piccoli pensieri che ora mi vengono in mente. Ora che ho bisogno di capire se quello che sto perdendo è veramente ciò che desiro, se la mia potrà essere una lotta spinta da una giusta causa, se posso credere a quello che sento lasciando per una volta da parte il mio incredibile orgoglio. Voglio amare e voglio sentirmi amata.

Postato da: SARAtb a 13:43 | link | commenti (2)
pensieri, pensieri e parole, speranza

sabato, 29 aprile 2006

trovata in internet

 

Brividi di piacere
scivolano sulla mia pelle nuda
quando le tue delicate mani
accarezzano il mio corpo.
Le tue gambe dentro le mie
Tu dentro di me
Le tue dita fanno dei ghirigori sulla tua nuca
mentre ti bacio i morbidi capelli.
Ti sento forte e possente in me
Non sono più io,
ma…
un’arpa dal melodioso suono,
Mentre la tua lingua cerca la mia
Viviamo…
Mentre le tue mani mi desiderano
Viviamo…
e lo stridore dei vecchi censori
disprezziamolo.
Viviamo una …cento…mille
interminabili notti. 
Si…parlami
Vivimi…
Toccami…
Nell’ infinito che mi fai raggiungere
Esauriscimi senza pietà .
Ricomincia ancora.
Parlami…
Ripetimi …
Dimmi di te…
di cosa provi.
Dimmi tutto nel proibito
nelle emozioni di noi.
Non togliere le mani brucamente da me.
Ti amo.
Silvana 

Postato da: SilvanaBilardi a 05:34 | link | commenti (1)

giovedì, 27 aprile 2006

Nemmeno io so amare. Ma credo che bisogna cominciare a farlo. Perché è la cosa più naturale del mondo visto che è l'unica cosa che sappiamo fare. Credo fermamente che ci si possa riuscire.
"Ma non sono mica un santo, sono soltanto un uomo... il mio amore non può limitarsi a dare. L'amore pretende anche...". Anche io lo dico. Miliardi di volte al giorno. Ma quello non è amore. O almeno non lo è per me. Poi ognuno ha la sua idea e fa le sue scelte.
Non si tratta di essere santi o eroi. Si tratta di capire e accettare le proprie potenzialità e di scegliere cosa seguire.
Quando sai che non sei solo, quando sai che nessuno può ferirti, quando sai che puoi lasciarti andare allora non c'è altro che Amore. Se invece credi nelle tue paure, nella solitudine e nel sacrificio allora il tuo amore non potrà che pretendere. Ma non credo sia ciò che vuoi. Anche perché così facendo si costringe qualcuno a fare cose che magari non vorrebbe o che non sono nella sua natura. Questo non è Amare: è amare chi fa ciò che vorremmo ci venisse fatto. Poca libertà; molto sacrificio; tranquillità e pace quasi inesistenti.
Nell'Amore non c'è paura.
Spesso si crede di sapere tutto sul mondo; si crede di saper dove sta il bene e cosa sia il male; si crede di conoscere se stessi e di sapere cosa sia giusto per sé e per gli altri.
Quando dico che "l'Amore, quello vero, non chiede nulla" molti credono che siano solo belle parole e che la vita sia ben altro.
Se l'Amore fosse sacrificio ciò significherebbe che qualcuno acquista qualcosa e qualcun altro la perde. O che magari entrambi perdono qualcosa di sé. Davvero vi piacerebbe un amore così fatto? A me no.
Anche perché, personalmente, se perdo qualcosa pretendo che quell'altro, come minimo, sia sempre come voglio io! Se un giorno mi tratta male o se credo che sia cambiato "in peggio"  sono disposto a rinfacciargli il fatto che per lui ho perso parte di me.
E non venitemi a raccontare la bella storiella che "perdendo qualcosa entrambi si costruisce una nuova e fantastica vita". Tutti sappiamo cosa sia la gelosia e cosa significhi perdere qualcosa.
A parte il fatto che basta guardare la statistica: divorzi, separazioni...
Prima "si amava" perché non se ne poteva fare a meno. Oggi è più facile dire "vaffanculo" appena le cose non ci vanno più bene. Ricordo che appena fu introdotta la legge sul divorzio la prima coppia che ne usufruì furono due ottantenni!
E me lo chiamate amore? Diciamo piuttosto che è quella malattia da cui nessuno è immune: la paura. Paura di essere soli e altri tipi di paure. Altrimenti non spiegherei la gelosia e tutto il resto.
Io non so amare. Ne sono convinto.
Ma so che l'Amore è dentro di me. Non so amare perché credo di sapere tutto. Credo di conoscere il mondo, gli altri, cosa può fare piacere e cosa può arrecare dolore. Ma spesso mi accorgo che mi sto sbagliando.
Credo che l'Amore ci parlerà quando finalmente la smetteremo di fare i presuntuosi e ci lasceremo veramente guidare dal cuore. E farsi guidare dal cuore significa dire: "la mia vita si basa sulle mie piccole esperienze passate e con questo bagaglio inesistente credo di sapere tutto. Ed invece so meno di niente. E con questo niente mi permetto anche di giudicare o di pretendere di dare una spiegazione all'universo e a ciò che mi capita?!".
Amare è lasciar parlare il cuore. Ma per riuscire a sentire cosa dice, bisogna far tacere il passato, le aspettative e il giudizio. Tutte cose che, se ci penso bene, sono una piccola ma potente illusione.


Un'amica mi ha spedito una pagina di un diario che vorrei condividere con voi. Non è una santa, è solo una persona come noi tutti. Questa amica fa la missionaria in Amazzonia: il suo lavoro lo potete vedere sul sito http://www.ragazzimissionari.it .


Ecco le sue parole:


"A chi mi chiede perché lo faccio, rispondo così:

“O barco està mais seguro quando està no porto, mas nao foi para isso què foram costruidos os barcos?” che significa: "La barca è più sicura quando sta nel porto, ma non è per questo che è stata costruita."
La nostra barca sta percorrendo le rive del Rio Solemoes.
Lungo queste sponde abbiamo conosciuto gli indigeni Tikunas ed il primo impatto è stato di sentirsi catapultati indietro nel tempo, verso una natura ancora incontaminata e gente pura.
Quella lungo il fiume è davvero un'esperienza a se stante, il sapore della libertà palpita forte, ma non è sempre facile stare in barca!
Eppure è bello dormire tutti in una stanza con le nostre amache variopinte, svegliarci con Frei Paolo che suona la chitarra, lavarsi nel fiume.
Ma più di tutto è bello essere qui insieme ai Tikunas, comprendere le loro tradizioni senza criticarle, per lavorare insieme ad un progetto importante.
Da ogni dove trasuda umanità, voglia di comunicare e condividere. E' proprio vero: non importa la condizione sociale, la lingua, l'aspetto fisico, la religione, quello che conta è il cuore! Qui tutto sembra assumere un valore reale, vero, vivo.
Qui, assediati dagli insetti, avvolti da un caldo che penetra la pelle, circondati dalla povertà, stiamo sperimentando la felicità!
Che paese strano!
Qui le formiche sembrano ragni, i ragni sembrano gatti ed i gatti sono simili a giaguari.
Che paese strano!
Qui i bimbi giocano con gli aquiloni e non piangono quando cadono! Qui i colori compaiono solo dopo, non come i nostri che il dopo lo vivono scomparendo.
Che paese strano!
Qui la gente si alza prestissimo, lavora tutto il giorno sui campi, per mangiare compie ore di canoe, rimane tutta la notte ad osservare la luna che si riflette vicino ad una nave, dove alcuni giovani vivono la loro missione.
Eppure a me questo paese così strano sembra tanto normale!

Io non sono niente, probabilmente per alcuni di questi bambini sarò solo un ricordo.
Io non sono niente se non una goccia di questo grande fiume.
Ma un raggio di sole mi illumina perché il niente è stato creato per far risaltare il tutto.
Quel Tutto che è proprio Tutto e basta da sé.
E' l'Amore, quello semplice che non chiede nulla.
Allora io sono fiera di essere niente e lasciare spazio a questo bellissimo Tutto, perché vuol dire lasciare fare all'Amore.
E l'Amore non sbaglia mai!

Questa è la forza che nasce in me dalla preghiera e dalla fede."


Diceva M. Proust: “L'unico vero viaggio sarebbe non andare verso nuovi paesaggi, ma avere altri occhi, vedere l'universo con gli occhi di un altro, di cento altri, vedere i cento universi che ciascuno vede, che ciascuno è”.
Credo che amare senza condizioni significhi semplicemente vedere con i nostri veri occhi. Lasciar andare tutto e ripartire.

Dedico questo mio post a tutti coloro che con le loro parole e con i loro gesti mi ricordano, soprattutto nei momenti che sembrano più bui, che l'Amore, nonostante l'apparenza, c'è ed è sempre là...





Picture from http://www.free-people-world.com/

Postato da: privateoutrage a 13:29 | link | commenti (4)
amore, amici, ascolto

mercoledì, 26 aprile 2006

"Piccolina" ti dicevo "Bambolina mia"
quando ho aperto le mie mani per guardarti
sei volata via...

A print by Winter and Wolf

Postato da: farfallanotturna a 20:01 | link | commenti
amore

CERCAMI
(Renatozero/Podio/Renatozero)

Cercami
come quando e dove vuoi
cercami
è più facile che mai
cercami
non soltanto nel bisogno
tu cercami
con la volontà e l’impegno...rinventami!
Se mi vuoi
allora cercami di più
tornerò
solo se ritorni tu
sono stato invadente
eccessivo lo so
il pagliaccio di sempre
anche quello era amore però...
Questa vita ci ha puniti già
troppe quelle verità
che ci son rimaste dentro...
Oggi che fatica che si fa
come è finta l’allegria
quanto amaro disincanto...
Io sono qui
insultami,feriscimi
sono così
tu prendimi o cancellami...
Adesso si
tu mi dirai che uomo mai...ti aspetti.
Io mi berrò
l’insicurezza che mi dai
l’anima mia
farò tacere pure lei
se mai vivrò
di questa clandestinità per sempre...
Fidati
che hanno un peso gli anni miei
fidati
e sorprese non avrai
sono quello che vedi
io pretese non ho
se davvero mi credi
di cercarmi non smettere no...
Questa vita ci ha puniti già
l’insoddisfazione è qua
ci ha raggiunti facilmente...
così poco abili anche noi
a non dubitare mai
di una libertà indecente
io sono qui
ti servirò ti basterò
non resterò
una riserva, questo no...
Dopo di che
quale altra alternativa può...salvarci!
Io resto qui
mettendo a rischio i giorni miei
scomodo si
perché non so tacere mai...
Adesso sai
senza un movente non vivrei..comunque.
Cercami
.

Postato da: Vivendolestelle a 17:39 | link | commenti (1)
amore

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti

_P. Neruda_

Postato da: SARAtb a 16:54 | link | commenti
pensieri, emozioni

lunedì, 24 aprile 2006

Corpo sinuoso su di un cielo divenuto polvere
ali immacolate su uno spazio etereo
forme maestose
attendono...
la luce...

Postato da: whitesnow a 23:52 | link | commenti
pensieri, sensi

Era un uomo

(Aveva un segreto).
 
Si fermò. Stanco di remare.
Il sole calava. Occhio fisso su orizzonte immobile.
Nella sua mente proiezioni
(prossime realtà)
di marenero&luna&stelle&frescasolitudine.
Solitudine cosparsa di pace, come zucchero a velo,
su dolci appena sfornati.
 
Lo rendevano un personaggio triste, agli occhi della gente,
i suoi movimenti rallentati,
la voce bassa di chi fa fatica a pronunciare anche la più semplice parola,
il sorriso sempre appena accennato.
Non rideva molto e poi, poi era uno che sapeva guardare.
Un po' triste, agli occhi della gente. Chi sa guardare.
 
Si fermò. Stanco di remare.
Alle sue spalle il lido lontano, ridotto quasi ad un ricordo.
Un ricordo che si voltò a guardare. Piano.
 
Aveva gli occhi della notte custode di sogni.
Un cuore morbido di terra fertile.
UN segreto.
 
Si fermò. Stanco di remare.
Chiuse gli occhi. Sospirando. Piano.
 
C'erano giorni fin troppo nuvolosi, altri che esplodevano accecanti,
ma lui era sempre lì, e per lui, nulla era un caso.
 
Orme sulla sabbia umida.
Voli di gabbiani.
Pace apparente.
Silenzio avvolgente.
 
Era un uomo solo.
Gli abitanti del paese lo videro arrivare in un giorno di sole.
Passo incerto di chi è alla ricerca di un buon motivo.
Per vivere.
Da quel giorno non andò più via.
Trascorreva i suoi giorni in mare aperto,
nella piccola barca che aveva acquistato da un vecchio pescatore.
Era sempre lì. Sguardo all'orizzonte.
Era sempre lì. Sorriso appena accennato. Un segreto.
In molti lo credevano pazzo, ma nessuno poteva fare a meno di fermarsi ad osservarlo,
quell'uomo con gli occhi della notte che, senza saperlo, regalava emozioni.
A pescatori stanchi. Vecchi curiosi.
Mogli che si addormentavano con il pensiero di lui da amare stretto al cuore,
come coperta per inverni freddi.
 
In molti si chiedevano cosa lo avesse spinto a fermarsi in quel luogo dimenticato.
Da Dio. Dagli uomini.
In quel paesino di mare tutto aveva odore di fatica.
Di povertà. Di vita che se ne va...
Il quel paesino di mare non c'erano giovani donne in cerca di amore e lui,
lui era un uomo solo.
 
In molti si chiedevano cosa nascondesse in fondo all'anima.
Pensieri sfrecciavano come auto di città.
Un uomo in cerca di pace.
Un uomo in fuga.
Un uomo stupido.
Un uomo.
 
Si fermò. Stanco di remare.
Allargò le braccia nutrendosi. Di sole. Di mare.
A quel mare regalava qualcosa.
Un frammento di passato per ogni lacrima.
Di spalle al lido lontano, ridotto quasi a un ricordo.
Gocce. Su gocce. In quel mare.
 
Non rideva molto e poi, poi era uno che sapeva guardare.
Sapeva cosa pensavano di lui.
Sapeva che lo credevano pazzo. In fuga. Triste.
Sapeva che per tutti. Aveva. Un segreto.
Lasciava che le cose andassero così.
A volte ne sorrideva, quando il dolore era meno forte.
A volte. Di spalle al lido. Piangeva.
 
Era un uomo solo.
Parlava poco.
Non aveva un segreto.
 
In un giorno di sole qualcuno disse:
"Siamo onde che si infrangono a riva,
o si perdono nel mare e a volte si incontrano
per poi svanire dopo un breve abbraccio. Salutamelo il mare..."
Parole che sfrecciarono come auto di città. Uccidendolo.
 
Adesso era fermo in quel posto dimenticato. Da Dio. Dagli uomini.
Nella città più vicina aveva perso una donna.
Non una donna come tante. La donna che amava.
Per sempre. In modo atroce. Come solo la vita e la morte sanno essere,
e la vita quel giorno si era fermata a riposare.
Decise di non ritornare a casa. Nella sua città. Al suo lavoro.
Camminava da qualche ora quando arrivò in quel paese dal sapore di vita semplice che se ne va.
Su volti assolati. Su rughe tenere. Su gabbiani affamati.
Vita che se ne va.
Su barche corrose dal sale. Su case corrose dalle intemperie.
Su uomini corrosi dal tempo.
Non aveva mai raccontato la sua storia.
Non sapeva quanto tempo ancora sarebbe rimasto lì.
 
Camminava da qualche ora quando arrivò in quel paese dal sapore di vita semplice che se ne va.
Si fermò. Stanco di camminare. In riva al lido.
Parole sfrecciavano come auto di città. Rincorrendolo.
A riva due onde si incontrarono per poi perdersi dopo un breve abbraccio e allora capì.
Che nulla era un caso.
 
Era un uomo solo.
Non aveva un segreto.
 
Non sapeva quanto si sarebbe fermato ancora lì.
Non sapeva quanti ricordi avrebbe dovuto ancora regalare al mare.
Per poter sentire. Meno. Dolore.
Non sapeva quando l'ultimo saluto sarebbe arrivato.
 
C'erano giorni fin troppo nuvolosi, altri che esplodevano accecanti, ma lui era sempre lì.
Compagno fedele. Del mare.
Ogni giorno legava un ricordo ad una lacrima.
Lo lasciava scivolare via. Piano.
 
In molti ringraziavano silenziosamente quell'uomo,
per aver donato loro un pensiero nuovo a cui aggrapparsi. Per non cedere.
In molti speravano che non andasse più via, perché vedevano sorrisi.
Su volti di mogli. Sole.
In molti lo benedicevano per aver acceso curiosità. Spezzato silenzi.
Tutto. Con un segreto.
Si fermò. Stanco di remare.
Il sole calava. Occhio fisso su orizzonte immobile.
Nella sua mente proiezioni
(prossime realtà)
di marenero&luna&stelle&frescasolitudine.
Solitudine cosparsa di pace, come zucchero a velo
su dolci appena sfornati.
Sapeva cosa pensavano di lui.
Sapeva che per tutti. Aveva. Un segreto.
Lasciava che le cose andassero così.
A volte piangeva, quando il dolore era troppo forte.
A volte. Di spalle al lido. Sorrideva.

 

(questo racconto è in apertura al mio libro Lyberty mode edito da Montedit)

 

Postato da: cabram a 19:45 | link | commenti (2)

"La felicità è amore, nient'altro. Felice è chi sa amare. Amore è ogni moto della nostra anima in cui essa sente se stessa e percepisce la propria vita. Felice è dunque chi è capace di amare molto. Ma amare e desiderare non sono la stessa cosa. L'amore è desiderio fattosi saggio; l'amore non vuole avere, vuole soltanto dare."

(H. Hesse)


 

Postato da: privateoutrage a 13:14 | link | commenti
pensieri e parole