Questo blog parla dei tentativi e forse anche dei successi di chi, ogni giorno, tenta di scappare dalla gabbia che gli è stata costruita intorno per riconquistare la propria libertà perduta...

Io credo che l’Amore Vero esista. L’Amore che non chiede niente e che si limita semplicemente ad amare. Un Amore che disseta il desiderio di Libertà e che emana dolcemente il suo delicato profumo verso colui che sceglie di crederVi. Alcuni lo chiamano “Dio”, altri lo hanno nominato “Vana Illusione”… Ma se fosse solo un ideale senza senso, allora quando sarò sul letto di morte sarò fiero di aver dedicato il prezioso tempo che mi è stato concesso di vivere, alla ricerca di questo fantastico sogno...
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Mi poso sui tuoi robusti rami,
Rifugio per le mie fragili membra.
Ti osservo, rapita, silenziosa.
Mi guardi, gelido e distaccato.
Non ti accorgi nemmeno che sono caduta
Sulla terra, fredda, sassosa...
Sfracellata, a terra!
Non piango di dolore,
Ma soffro, dentro al cuore,
Tu, non lo sai...
Non per cattiveria o disattenzione,
Semplicemente,
Perchè arrida è la terra ove vivi e,
Duro il cuore
che tu stesso ignori!
MARE

Oggi nel giorno dell'oblio immagino,
l'incresparsi delle onde come ore portate da attimi,
seguo il vento, naviga il ricordo,
poteva non essere ma c'era,
c'era un filo sottile di luce che incantava
senza respiro legava
e l'oceano parlava.
Oggi nel bacio fra cielo e mare vedo,
lontana dal deserto senza confini,
le sue braccia immense intorno al mondo,
il sorriso velato e nubi di pudore,
per averlo non volerlo
con bellezza stupirlo
e dolcemente stordirlo.
Istinto, vele e uno spruzzo di acqua salata sul volto.
E adesso la notte.
Io credo, che un giorno aprendo la finestra, si possa riuscire a vedere un nuovo sole... e si possa rinascere. Sentirsi di nuovo parte di questo mondo, sentire quel venticello che ti scompiglia i capelli, quel sole che ti scurisce la pelle, quei brividi di gioia che di rendono felice. Avere di nuovo quel tuo sorriso dolce e solare, avere di nuovo quel luccichio negl'occhi, sentirsi di nuovo speciale e non più inutile. Rendersi conto che c'è sempre qualcuno che ci ascolta, anche se non ce ne accorgiamo perchè siamo troppi assorti nei nostri contorti pensieri. Capire che ogni uomo ha il proprio sole, che ogni sognatore ha la propria stella. Andare avanti perchè ne vale la pena, anche se il mondo ci devasta e il tempo ci delude...perchè qualcosa di buono c'è sempre, persino in quei malinconici ricordi che accompagnano le nostre menti! Aprire quella finestra, e accorgersi che vale la pena vivere!


Un suono di fondo...tipo musica jazz...beh, non so ogni tanto mi astraggo un attimo da quello che succede...però dai forse una casa in città è il caso che me la prenda.
Delirio. E' bello sempre.
Besos a todos!
Gocce
C'è chi nasce soldato e per paura diventa poeta e c'è chi nasce poeta e per paura si ritrova a fare il soldato.
Nessuno sa come "dovrebbe essere". Ma tutti fanno finta di esserne assolutamente certi.
La vita è magica perché ci puoi incontrare qualsiasi cosa e chiunque ma spesso le idee non ti fanno soffermare sull'incanto dell'incontro.
La paura ti stimola solamente a credere che prima o poi qualcosa finirà.
L'esistenza diventa il luogo della separazione. Non è più qualcosa di prezioso ma appare crudele: ora l'accento è posto sull'abbandono e sulla solitudine.
Ma c'è qualcosa di più dell'apparente sofferenza. C'è l'Amore.
C'è qualcosa di più della morte. C'è la possibilità di incontrarsi.
Ho conosciuto una signora che aveva un tumore. L'ho conosciuta in uno di quei luoghi di speranza e spiritualità, dove si dice che le acque facciano miracoli e dove si pensa che la preghiera sia più efficace che in nessun altro luogo al mondo.
Eravamo là... sulla stessa panchina.
Abbiamo iniziato a parlare del più e del meno. Ci siamo conosciuti. Ci siamo scambiati il numero di telefono. Abbiamo continuato a sentirci.
Poi un giorno la sua malattia è peggiorata. Mi ha chiamato. Sono corso a trovarla. Era in ospedale.
Senza forze. Pallida. Mi ha sorriso.
Mi ha chiesto di avvicinarmi e mi ha sussurrato: "quell'acqua ha veramente fatto il miracolo".
Non capivo.
Il suo aspetto trasmetteva tutto tranne che "salute e radiosità". Quale miracolo???
Ha continuato a fatica: "grazie a quell'acqua ci siamo incontrati. Se quel posto non fosse esistito non ci saremmo mai conosciuti. Quell'acqua è veramente miracolosa. Se puoi, torna in quel luogo".
Pochi giorni dopo un medico mi ha annunciato che quella signora è morta.
Non ci ho mai creduto.
Esiste qualcosa oltre il corpo fisico che non comprendi e che rimane per sempre. E non parlo dei ricordi (che spesso ci fanno stare peggio) ma di qualcosa che vive. Qualcosa di difficilmente percettibile.
Siamo troppo presi dalle paure, dallo stress... non sappiamo nemmeno chi siamo. I pensieri ci assalgono e ci convincono di essere onniscienti.
Crediamo di sapere perfettamente come "dovrebbe" trascorrere la vita per poter essere finalmente felici.
Magari intanto ci spariamo una pasticca, tanto per non sentire. Perché sappiamo pure cosa sia utile sentire e cosa sia invece da evitare.
La vita non è né abbandono né solitudine. La vita non è paura. La vita non è un progetto né un ricordo passato.
La vita è. E' come è perché non potrebbe essere diversamente.
Nella vita ci incontriamo.
Scriviamo poesie su una vita diversa e poi cominciamo a combattere senza sapere neppure il motivo.
La vita non è un'idea su cui scrivere qualcosa di estraneo.
La vita siamo noi.
La vita non è cosa non c'è e nemmeno cosa ci dovrebbe essere. Perché è già qui, ora.
La vita si limita semplicemente ad esistere.
In ogni momento ci è offerta la possibilità di vivere un istante che ci può far capire chi siamo sempre stati realmente.
Basta esserci e dare a quest'attimo la possibilità di esistere.
Esserci. Senza passato e senza futuro. Nella costruzione di un istante eterno.
E' nell'istante che si può comunicare col cielo e con i fiori.
E' veramente così banale parlare con i fiori? Bisognerebbe soffermarsi un po' di più...
Qualche sera fa ero sul balcone di casa quando ho visto la notte. Ho visto gente che sopravvive nascondendosi all'ombra dei vicoli più bui. Gente che ha paura di perdere quel nulla che crede di possedere. Gente che in quel nulla ci "vive" perché non crede più a niente. Non crede negli altri e non crede in sé.
Ho visto che questa gente ha una bottiglia di vodka nascosta nel cappotto perché sa come "dovrebbe comportarsi" (bere non è educato né educativo). Questi individui sanno come "dovrebbero andare" le cose ma sanno anche che loro sono incapaci di vivere in quel modo. Forse ci sperano. Sperano che un giorno riusciranno a integrarsi. Intanto provano invidia. Invidiano un concetto di perfezione da loro stessi creato.
Quando l'alcool fa il suo effetto queste persone si addormentano e sognano di essere ricche, in salute, magari anche famose e attorniate da amici che le amano.
Poi si risvegliano nel cuore della notte. Al freddo.
Hanno paura perché qualcuno potrebbe punirle per ciò che hanno fatto. Perché non sono riuscite ad essere come "dovevano" essere.
Queste persone a volte si lamentano, ma poi capiscono che, anche se la colpa fosse di qualcun altro, ormai non hanno più scampo perché si sentono deboli e non hanno la forza per alzarsi di nuovo a guardare il sole.
La vita accade.
Si nasce.
Qualcuno al posto giusto, qualcuno al posto sbagliato.
Ma io dico che sono solo idee. Non c'è giusto o sbagliato.
La vita, se è vita, non può togliere nulla. E' un po' come la morte che essendo morte non può fare niente. Al limite può farti paura.
Siamo noi che possiamo scegliere se vivere o morire. Siamo noi che possiamo costruire qualcosa semplicemente vivendo ogni istante in maniera produttiva.
Come?
A volte basta solo una parola; a volte anche un suono è troppo. Spesso basta uno sguardo e una presenza. Ci sono momenti in cui basta il silenzio.
Prendiamoci una pausa dal "come dovrebbe essere". Sediamoci. Con tranquillità aspettiamo questo attimo che lentamente si avvicina ma che continuamente ci accade . E' la vita! Un luogo dove puoi incontrare e incontrarti.
La vita la puoi vivere senza avere niente. La vita la puoi vivere avendo meno di niente, come quella signora che ho conosciuto quel giorno sulla panchina.
Quella signora non si soffermava su cosa la vita le avesse potuto togliere... quella signora si basava su cosa la vita le aveva dato, le stava dando e le avrebbe dato. Ogni cosa che l'esistenza le dava era, per lei, un preziosissimo e unico dono.
Credo che stia a noi trovare il significato dei doni della vita e l'amore che sta dietro ad ognuno di essi.

Se guardi in cielo e fissi una stella,se senti dei brividi sotto la pelle,non coprirti,non cercare calore,non è freddo ma è solo amore.
Kahlil Gibran

Peccato che questi brividi non siano facili da sentire...


alla bellezza della fragilità che sa conservare la magica capacità di saper morire e poi..inevitabilmente rinascere
un piccolo contributo a questa pagina di calde fragilità

Marco Branchi
Incanto di un’ora
Distesa fiorita di calde parole.
Abbracci roventi, carezze di fiato.
L’amore…
Papaveri rossi che volli raccogliere
Intenso profumo di desiderio
Fragili petali scomposti, erranti pensieri.
Amore vagabondo…
Fiducioso abbandono del vivere?
Silvana