Questo blog parla dei tentativi e forse anche dei successi di chi, ogni giorno, tenta di scappare dalla gabbia che gli è stata costruita intorno per riconquistare la propria libertà perduta...

Io credo che l’Amore Vero esista. L’Amore che non chiede niente e che si limita semplicemente ad amare. Un Amore che disseta il desiderio di Libertà e che emana dolcemente il suo delicato profumo verso colui che sceglie di crederVi. Alcuni lo chiamano “Dio”, altri lo hanno nominato “Vana Illusione”… Ma se fosse solo un ideale senza senso, allora quando sarò sul letto di morte sarò fiero di aver dedicato il prezioso tempo che mi è stato concesso di vivere, alla ricerca di questo fantastico sogno...
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Ero in libreria a sfogliare le pagine di un libro che parlava di Buddha... Una signora si avvicina e mi chiede informazioni sul buddhismo. Mi dice: “vedo che le interessa il buddhismo, mi può dare qualche informazione? Ho comprato alcuni libri che ne parlano ma mi sembra un qualcosa di misterioso ma soprattutto alienante! Si parla di raggiungere il vuoto... Ma non sarà pericoloso? E poi... come si fa a meditare? Non ho tempo durante la giornata per sedermi a osservare il respiro... L’unica cosa che so è che la vita è meravigliosa ma mi accorgo di non riuscire più ad apprezzarla e siccome la considero come un dono, mi sembra uno spreco non riuscire ad essere gioiosa...” e poi continua parlandomi della sua storia...
Un marito in fin di vita, un figlio allo sbaraglio... Ansia, attacchi di panico...
Buddhismo
La via di mezzo: la vita non si svolge agli estremi, ma al centro. Nel mezzo.
Quando leggi un grande maestro (come un Buddha o Gesù) o magari ti capita di incontrarne uno, non è importante la tua comprensione intellettuale di cosa dice. Anzi! Se lo ascolti “intellettualmente” vedrai che è di una incoerenza assurda. E ti dirai: “ma che sta dicendo? Prima dice una cosa e poi ne dice un’altra opposta... Boh!!!”.
Quando cominciai a interessarmi di buddhismo ricordo che comprai un libro di discorsi del Biddha indirizzati ai suoi discepoli. Non ci capii granchè... ma ricordo che mi dette tanta serenità.
Poi ho cominciato a studiare, nel corso degli anni, più approfonditamente questa filosofia ed ho perso molto. Ho perso molto perchè se “studi” perdi molto. La mente si rafforza ma il cuore e il corpo rimangono indietro. E ad un certo punto ti accorgi che sai solo discutere di filosofia ma a che serve se non puoi applicare?
E mi resi conto che un maestro non lo capisci con la mente, lo capisci col cuore. Con l’intuizione.
Sicuramente sarà capitato anche a te: magari non capisci una cosa e poi all’improvviso, quando non ci pensi più, ti “illumini”! La comprendi improvvisamente!
La vita è fatta di tesi a cui si contrappongono delle antitesi. Diciamo che le tesi sono quelle che per noi sono “certezze” o “realtà” o magari anche idee però comunque sono cose in cui crediamo. Ad un certo punto accade qualcosa che smentisce completamente queste tesi.
E nella vita, come ti sarai accorta, di queste cose ne accadono sempre. Perchè la vita si muove fra poli opposti. Come l’elettricità! Se in un circuito non ci fosse un polo positivo ed uno negativo non ci sarebbe elettricità. La vita si muove nella dualità. Invece la mente no. La mente sceglie. La mente ti dice: “vedi, questa cosa è giusta mentre l’altra è sbagliata” e così la nega. Ma questa non è vita!
Infatti l’uomo comune non è vivo: sopravvive. E’ mezzo vivo e mezzo morto. Non vive totalmente la vita. Invece per esempio un animale selvaggio vive la vita completamente. E’ vivo!
Un uomo invece sceglie di vivere una vita parziale: sceglie qualcosa ed è sempre una scelta unilaterale. Il resto lo “etichetta” come sbagliato o inutile. La Chiesa (ma anche gli Stati) per esempio suddivide le cose in buone o cattive (e introduce il peccato) e così ti fa vivere nel senso di colpa.
Il senso di colpa accade perchè magari istintivamente vuoi fare qualcosa però “la coscienza” che tu stessa o qualcuno ha creato (cioè l’ego) dice che è errata, che è peccato, che non si può fare.
E così sei “separata”, vivi nella colpa. Non ti esprimi e la tua creatività muore.
Così nasce l’inconscio: l’uomo è un piccolo puntino di “coscienza” in un oceano di inconscio. Ed in questo inconscio ci butti tutto ciò che ti fa paura, che non accetti. E credi di vivere una vita.
Invece vivi una vita allo 0.005% perchè il resto è nell’inconscio.
E te ne sei accorta: gli attacchi di panico sono le onde dell’inconscio che ti sommergono. E’ la separazione fra te e l’inconscio che viene fuori. E non sai che fare.
“Crisi” significa “separazione”: l’uomo vive separato.
Il cuore va da una parte, il corpo da un’altra e la mente da un’altra parte ancora diversa.
Questo perchè sei un ego: cioè qualcosa che vive di paure e costrizioni.
Per esempio sin da piccolo ti insegnano a non esprimere la rabbia ma questa energia inespressa dove va a finire? Ti rimane dentro e la minima cosa che accade la fa venire fuori. E magari ti sfoghi su uno che non c’entra nulla!
Perchè non sono le persone che ti fanno incavolare ma è la rabbia che è dentro te che esce. Le persone magari ti danno l’opportunità di accorgerti che in te c’è molta rabbia.
La rabbia, l’odio, ma anche la gioia e l’allegria sono solo forme diverse di una stessa energia.
L’energia in sè è neutra ma a causa delle separazioni che esistono in noi assume varie forme e si esprime. E noi ci facciamo trascinare completamente diventando ora rabbia, ora felicità, ora paura, ora un’idea.
Questa non è vita!
A volte abbiamo paura della morte! Ma noi non stiamo vivendo affatto. Non siamo in equilibrio. Siamo totalmente pazzi! Se arriva un pensiero noi diventiamo quel pensiero: ti rendi conto? Pensiamo ad una scena passata e ci dimentichiamo di noi e la riviviamo, magari mentre stiamo guidando la macchina!
Quella non è vita! Ed allora perchè abbiamo paura di morire?
Perchè non sappiamo cosa sia la morte: in essa l’ego si dissolve.
Allora la paura non è morire ma è paura che il nostro ego muoia! Ma noi non siamo l’ego. Noi non siamo paure, regole o idee... Ma siamo così folli che preferiamo stare nel dolore e nella paura pur di non perdere l’ego (che appunto poi è la somma di tutte le regole che ci fanno vivere una vita “separata” e piena di panico).
Meglio soffrire che vivere veramente! Perchè noi non sappiamo cosa significhi vivere veramente e quindi, nel dubbio, meglio il conosciuto (anche se ci stai male) che l’ignoto.
E l’ego complessivamente ti dà qualche sicurezza. Almeno puoi pensare, credere di cotruire la tua realtà, il tuo futuro... Insomma vivi nell’illusione. Fra passato (che non esiste più) e futuro (che non esiste ancora).
Ti sei mai accorta che i pensieri nascono dalla paura? Sono cose che rassicurano! Se sei felice e non hai paura, ad esempio quando sei innamorata, non pensi!
Prima ti dicevo di tesi e antitesi. La vita non è mettere da parte l’antitesi ma è riuscire a creare la sintesi fra tesi e antitesi.
Ciò accade nell’intuizione.
Ascolti un maestro che sembra dirti cose opposte ma ad un certo punto comprendi che quelle cose non sono opposte: ecco la sintesi.
Ecco cosa significa vivere: l’intuizione crea la sintesi. Poi trovi qualcosa che si oppone a questa sintesi e nuovamente di disperi, entri nell’angoscia. E quindi quella che credevi sintesi diventa una nuova tesi perchè hai scoperto una nuova antitesi e così via perchè anche qui troverai una nuova sintesi.
Tu mi chiedi: cos’è il buddhismo? Non lo so. E per il semplice motivo che la vita non puoi etichettarla. La vita è mistero e per viverla bisogna abbandonarsi a questo mistero.
L’ego cerca di etichettare ma non c’è nulla da etichettare.
Il buddhismo è l’esperienza di un uomo comune che un giorno ha abbandonato il suo ego e si è illuminato. Egli ha sperimentato il suo vero Sè. Questo Sè è silenzio. Quest’uomo è diventato consapevole.
Cosa significa? E’ una cosa da sperimentare, non può essere spiegata.
Ma c’è un modo per arrivarci. La meditazione.
La meditazione non è sedersi sotto un albero a farsi due palle così... Meditare significa essere consapevoli. In ogni momento.
In ogni momento ci dimentichiamo di noi.
Inizia dal corpo: osserva il respiro, osserva ogni tuo gesto. Solitamente il corpo va in automatico. Meditazione significa de-automatizzarsi.
Comincia col corpo: ogni movimento. Osserva. Ogni cosa che fai non farla automaticamente ma osservati. Accompagna i tuoi gesti.
Anche prendere una penna, fallo con lentezza. Fallo diventare una danza del silenzio.
Ecco cosa fece Buddha: si ricordò di esistere. Faceva le cose con lentezza. Quando camminava, camminava. Invece noi: il corpo cammina e noi magari pensiamo a duemila cose e il cuore ragiona per conto suo.
Ecco la separazione di cui ti parlavo.
Quando cammini, cammina e basta. Osserva.
La meditazione non è concentrazione: concentrarsi è centrarsi su una sola cosa. Invece meditare è osservare tutto: mentre cammini osservi le gambe, il corpo, il respiro, i pensieri, le emozioni. Non giudichi, perchè il giudizio è dell’ego.
Se viene un brutto pensiero o una paura, non le giudichi: sono solo trasformazioni di energia.
Tu sei come l’oceano: in profondità c’è silenzio. Quella è la tua essenza che nemmeno la morte potrà portarti via. In superficie sei l’onda (che è il tuo corpo) che si muove grazie al vento (i tuoi pensieri e le tue emozioni). Ma tu sei sia essenza silenziosa, sia onda, sia vento. Solo che onda e vento sono più materiali e pesanti e così si muovono e te ne accorgi... vedere la tua essenza profonda è più difficile.
Ma se parti dall’osservare il corpo, dal donargli la consapevolezza, allora poi farai la stessa cosa anche con i pensieri: li osservi, non li giudichi, li lasci passare come le nuvole nel cielo. E poi farai la stessa cosa con le emozioni. Ma prima devi partire dal corpo perchè i pensieri sono più difficile da osservare dei movimenti e osservare un'emozione è più difficile che osservare un pensiero.
E’ fondamentale la gradualità. Ed è fondamentale non giudicare: se ti dimentichi di essere consapevole, non ti rimproverare. Ricomincia.
Il vero ricercatore ricomincia sempre. Ma non si rimprovera perchè il rimprovero e la colpa fanno parte dell’ego.
Quando diventi consapevole di corpo, mente, emozioni allora diventi ciò che in India si chiama”il quarto”. E’ pura consapevolezza. E’ quello che qualcuno può chiamare Dio.
Pura consapevolezza è essere consapevoli semplicemente. L’oggetto della consapevolezza scompare.
Cioè prima eri consapevole per esempio del respiro, dei movimenti e di cose legate al corpo. Poi diventi consapevole dei pensieri e di cose legate alla mente. E finalmente sei arrivata ad essere consapevole delle emozioni e del tuo cuore. Consapevole significa “osservatore”: per esempio osservi la rabbia, vedi da dove arriva, dove va, non la giudichi. Se necessario la assecondi magari contraendo i muscoli o sbatacchiando un cuscino.
Il corpo è estremamente saggio... se sei consapevole lui si guarirà da solo perchè non è più legato ai pensieri di paura.
Dopo comprendi che rabbia, odio etc. sono parte della stessa energia che è neutra e che si trasforma continuamente. Scopri che l’odio deriva dalla stessa energia che a volte chiami amore.
Ad esempio se ami il tuo ragazzo, questa energia è amore. Ma se scopri che questo ragazzo per esempio ti tradisce, allora diventa odio ma è sempre la stessa energia! Che da neutra assume varie forme e causa quelle onde sul tuo oceano.
Allora dicevamo: l’oggetto della consapevolezza scompare. Sì! Prima sei consapevole di qualcosa poi diventi pura consapevolezza.
Diventi quella consapevolezza!
Il quarto. Il quarto è l’essenza.
Ora scopri chi sei. Sei quell’oceano che da nulla può essere ferito.
Quando pensi che meditando puoi diventare la tua essenza ti spaventi. Perchè, come abbiamo detto prima, l’ego muore. Ti spaventi perchè hai paura di perdere la tua identità. Di scomparire.
Infatti nel buddhismo si dice che il Buddha entra nel vuoto.
E questo è terrorizzante! Meglio tenersi gli attacchi di panico!!!
Ma è una interpretazione sbagliata.
Ti faccio un esempio.
Se una stanza è piena di mobili, si dice che è piena. Se poi gli togli i mobili allora dici che è vuota. Ma non è così. La stanza non è vuota! La stanza è piena di sè! E’ piena di “stanza”! Ed ora è la sua essenza. Una stanza.
Un altro esempio: quando tu sei in casa ed hai ospiti, la casa è piena di gente, non ti puoi permettere di essere libera. Che ne so: non puoi metterti a letto quando ti pare prima che se ne siano andati o magari non puoi girare nuda per casa anche se lo vorresti.
Allora “illuminarsi” significa questo. Significa essere soli in quella casa. Liberi di essere ciò che si è. Leggeri. Osservatori.
Chi è consapevole, chi è illuminato, non muore nè si addormenta. Egli osserva.
Quando si addormenta non diventa inconsapevole ma una fiamma in lui continua ad ardere: è la consapevolezza.
Così quando muore: la gente pensa che quel corpo sia morto ma la fiamma arde dentro e questo “Sè” può scegliere un altro corpo in consapevoleza e quando rinascerà ricorderà le vite precedenti perchè quelle non sono altro che trasformazioni dell’onda: il corpo si trasforma continuamente. Prima è bimbo, poi giovane, poi adulto, poi vecchio e poi si ricomincia. Ma l’essenza è sempre quella.
Ad ogni espirazione si muore, ad ogni inspirazione si nasce.
E qual’è questa essenza? La puoi paragonare ad uno specchio che riflette le cose.
Quando un bimbo apre gli occhi per la prima volta egli è uno specchio che riflette: non ci sono pini, abeti, ulivi davanti a lui ma ci sono cose incredibili che lui non sa definire! Ma che sono cose semplicemente stupende! Questo bimbo non sa la differenza fra bene e male ma vede cose incredibili. E queste cose non rimangono in lui. Come uno specchio quando la cosa da specchiare se ne va, lui specchia altre cose. Non è che dice: “peccato, quella bella donna non si specchia più in me!”. Non dice assolutamente nulla.
E quando non c’è nulla da specchiare, lo specchio è come quella stanza senza mobili: non è vuoto ma è pieno della sua essenza di riflettere. Anzi se riflette qualcosa possiamo dire addirittura che la sua essenza totale un po’ viene meno: perchè riflette solo una cosa ma la sua potenzialità è riflettere il tutto infinito.
Quindi non c’è paura a illuminarsi: si diventa l’essenza. Una goccia che entra nell’oceano non scompare affatto nell’oceano! Non si perde! Non perde la propria individualità! Ma diventa qualcosa di molto più immenso: diventa l’oceano intero!!! E’ come un bimbo che diventa adulto: diventa molto più grande e molto più capace di esprimere se stesso!
Questa in soldoni è la mia idea di buddhismo anche se, come dicevo, toglierei le etichette. Non chiamiamolo buddhismo: chiamiamola esperienza che ognuno di noi può fare. Chiamiamolo consapevolezza o anche Vita (o Amore) perchè non ci deve servire in teoria, ma dobbiamo comprenderlo tramite la pratica. Nessun libro può spiegarlo poichè ognuno di noi è diverso ed ognuno di noi lo sperimenta diversamente.
L’unica cosa che possiamo fare è comunicarci le nostre esperienze come fece anche Buddha e come hanno fatto molti altri “maestri” che purtroppo la gente etichetta come cattolici, cristiani, musulmani etc.
Essere consapevoli toglie la confusione fra i corpi (fisico, mentale ed emozionale): lavorano all’unisono e tu ti senti bene, in forma, in armonia. Poichè la luce che deriva dalle tue profondità, dalla tua essenza, ora invade il tuo corpo fisico. Tu sei l’essenza che abita quel corpo ma sei anche quel corpo poichè non c’è differenza fra le profondità, le onde e il vento. Sei un unico organismo stupendo. Vivo. Onde e vento cambiano come cambiano il corpo e i pensieri ma la profondità, l’essenza, la consapevolezza... Quella non cambia mai.
E se il tuo corpo ti lascia ma tu sei consapevole, non entri mai nella inconsapevolezza ma quella fiamma continua ad ardere in te e puoi scegliere se assumere una nuova forma materiale o riposarti nel tuo oceano di silenzio ove l’energia è neutra.
Così il Buddha dopo aver insegnato il modo per liberarsi, entrò nel Nirvana. Nella sua essenza. Che è l’essenza di tutti.
E quando sei consapevole, i tre corpi suonano insieme, e tu emani luce! Guardati intorno: la maggior parte della gente non esprime quella luce che ha dentro... Non sta vivendo. Sopravvive inconsapevolmente. E quando morirà, la morte li renderà totalmente inconsapevoli e rinasceranno inconsapevolmente senza ricordi, senza ricordare la propria essenza. Semplici onde in balia del vento ma che non sanno nulla di Sè e del mondo.
Da dove nasce l’ansia? Nasce dalla confusione. Il corpo fa una cosa, la mente un’altra e le emozioni se ne scappano da altre parti ancora. E nasce dal voler controllare.
L’unica cosa da fare è essere consapevoli, portare la luce della consapevolezza in ogni angolo della nostra vita. Ciò dà chiarezza e ad un certo punto sarà la tua essenza a risplendere... Senza tempo!
L’importante è non controllare nulla: il controllo nasce dal giudizio. L’uomo vuole controllare tutto perchè ha paura... E si ritorna là: in quel mare di inconscio che ti stravolge. Perchè nella vita non c’è nulla di sbagliato.
Anche nel dolore, se sei consapevole, puoi trovarci la bellezza. E’ sempre quella energia che si trasforma.
Vivere la vita, danzare la vita è l’unica cosa stupenda che possiamo fare. Lasciarci andare. Vivere anche il dolore, totalmente. Così come la gioia.
Se siamo arrabbiati sfoghiamoci. Se siamo innamorati urliamolo al mondo! Non continuiamo con queste maschere che, ad un certo punto, uccideranno qualsiasi cosa siamo e soffocheranno la nostra vera vita.
Ma ti faccio una domanda: ti sei mai accorta che siamo consapevoli del nostro corpo solo nel dolore? Ad esempio: hai mai sentito qualcuno che dice: “la mia testa sta bene!”? Solitamente si dice “ho mal di testa” e ci si ricorda di avere una testa solo quando ci fa male... Ma se ci facciamo caso sono più i momenti di benessere che quelli di dolore, solo che noi facciamo caso solo al dolore...
Hai ragione: la vita è fantastica! Ogni giorno ci regala albe, tramonti, fiori stupendi, bambini, nuvole, coccole e, perchè no, anche lacrime, dolori ma tutto fa parte della vita: la consapevolezza porta la luce su tutto.
Siamo noi che spesso etichettiamo le cose con giudizi...
Diciamo “questo è male, questo è bene” ma spesso dal dolore nasce la gioia.
Guarda una donna che partorisce: ha un dolore assurdo ma appena vede il bimbo, il dolore non esiste più! Ma è stato necessario.
E addirittura quella mamma dimentica completamente il dolore del parto altrimenti non partorirebbe più.
Nella vita non ci sono cose brutte o belle ma ci sono cose. E la consapevolezza porta vita su tutto.
Quel bimbo che per la prima volta apre gli occhi beh, credo che dobbiamo tornare ad essere così. Del resto è la nostra vera natura.
Tutto il resto, quello che ci è stato insegnato, è tutta roba inutile. Ciò che se ne va con la morte è roba inutile: le cose di valore sono quelle che sono con noi da sempre e che nessuno ci ha dato ma che provengono da noi. E che con noi resteranno in eterno anche se questo corpo dovesse abbandonarci.
Quindi danza, inventati trucchetti. L’importante credo sia essere sempre più consapevoli. Finchè un giorno ci accorgeremo che non abbiamo inventato nulla: la luce è sempre stata con noi, dentro e fuori.
La vita, del resto serve a questo: a diventare consapevoli così che, una volta abbandonato il corpo, possiamo espanderci come la goccia che cade nell'oceano.
Prendi le cose con calma. Del resto hai tutta l’eternità davanti... non essendo semplicemente un’onda ma un immenso oceano che vive senza tempo nè spazio!

Dio vuole una cosa sola: esistere. Qualunque cosa esiste sta compiendo la volontà di Dio.
In qualunque modo tu esista, stai manifestando Dio, Lo stai rendendo felice. Che tu sia depresso o allegro, che tu sia un santo o un assassino, per Dio non fa nessuna differenza. L'importante è che tu esista. Se sei pigro, va bene. Se vuoi correre, va bene. Se sei bugiardo, va bene. L'unica cosa che non andrebbe bene è smettere di esistere, cosa che non puoi ovviamente fare perchè non è Sua volontà, e perchè Lui esiste tramite te, e non puoi togliere l'esistenza a Dio. Non puoi smettere di esistere e non puoi far smettere di esistere niente e nessuno. Questa è l'unica legge di Dio. Se credi di essere un assassino, ti inganni: non puoi uccidere nessuno, non puoi uccidere Dio. Puoi uccidere solo dei corpi, solo delle organizzazioni di materia che si riorganizzerà. Ma l'esistenza è dentro, e tu non puoi scalfirla.
Tutto quello che puoi fare è rendere te stesso felice o triste, e qui si esaurisce il libero arbitrio. In realtà non hai potere su niente altro perchè l'esistenza è la sola cosa che esiste ed è assolutamente al di là della tua portata. Esistere è bene, non esistere è male: ma non esistere è impossibile. In questo semplice modo Dio ti ha amorevolmente messo al sicuro dalla più remota possibilità di commettere peccato.
Dio vuole esistere ed esiste. Questa è la Sua beatitudine, il Suo totale appagamento. E anche il tuo, non appena scoprirai che Dio è tutto ciò che esiste. Allora non vorrai più uccidere nessuno, allora vedrai Dio dentro l'elettrone e tutto diventerà divino e sacro. Sentire di esistere è tutto quello che ti servirà. Sentire l'esistenza è conoscere Dio.
UN APPELLO IMPORTANTE. SONO UNA MAMMA BIOLOGICA, ALLA RICERCA DI SUA FIGLIA, NATA IL 6 GENNAIO 1984 A PALERMO, TOLTA CONTRO LA MIA VOLONTA', CHI PUO' AIUTARMI?
clikkate e entrate nel mondo di SperanzaDivina

Carissimi amici vorrei farvi leggere una lettera di una mamma ♥
chissà riusciamo a contattare sua figlia?
Dedicato a Te SperanzaDivina
giorgia "una lunga storia d'amore"
Il fiume, una mattina d'inverno
è una lava di piombo
che avanza lenta e un pò malinconica
le nuvole grige, cariche di pioggia
ne seguono il percorso, rispecchiandosi.
Anche i pensieri avanzano adagio
pigri e indolenti
come la natura intorno sembrano
in letargo
in attesa,
li lascio andare, abbandonati
alla corrente
verso la la meta
dove sfoceranno
nel grande mare dell'anima...
Vorrei svegliarmi nel cuore della notte
e sentire il tuo respiro e il calore del tuo corpo.
Vorrei ancora una volta provare quella
gioia e quella sicurezza che solo tu sai trasmettermi.
Rivederti ancora,
nella tua seppur imperfetta perfezione...
la grazia dei tuoi movimenti è quanto di più bello
possa giungere ai miei occhi,
e la dolcezza di un tuo sorriso
è l`umano che supera il divino.
Un turbinìo di emozioni mi assale
quando le tue labbra si posano sulle mie,
e quando nella notte i nostri pensieri s`incontrano...
mentre tutto dorme, mentre tutto tace.
I sentimenti ci uniscono, la vita ci allontana,
ma le urla represse dei nostri cuori
rafforzano questo amore,
così bello eppur negato.
Altro non ho da dirti che ti amo
e aspetterò ogni istante il giorno in cui
saremo insieme...per la vita...per l`eternità.
Carnival night

Imperscrutabili sguardi
sotto l’oro e l’argento
che ingioiellano la Piazza
Piume d’azzurro e di cielo
a solleticare i sensi
ubriachi di vita e di canti
Movenze d’antica danza
fra le calli scintillanti
di bagliori e di luna
Brezza leggera d’inverno
ad accarezzare immobili volti
fra echi confusi di festoso vocio
Musicanti in orchestra
a offrire note per un Carnevale
che già s’appresta a morire
Balliamo fino al sorger dell’alba
fino a che il giorno clemente
spazzi via l’ultimo anche pentagramma
Balliamo e balliamo ancora
annegando in sfrenate frenesie
il pianto che già irrompe
-Maya-
Una parola fin troppo usata..
dai poeti, dalla storia.
Una parola forse mai capita,
per la vita, per la gioia.
E solo adesso inizio a comprendere
e lascio le mie emozioni vagare davvero,
su un voglio di carta lancio sensazioni,
impressioni, felicità.
E questo foglio raccoglie la mia vita,
forse tra tanti anni rileggerò quel foglio,
e mi ricorderò di come eravamo noi.
Chissà, forse tu non sarai con me,
e le stelle dell`amore non brilleranno più per noi,
non mostreranno il loro incanto al nostro cielo.
O forse saremo ancora insieme,
a lottare contro il destino.
A lottare per un Amore
che ha fatto capolino
nella nostra vita, quando ancora giovani,
spendevamo il tempo in sogni.
Forse il Noi quel giorno sarà un`utopia
e forse...
forse...
io ricorderò
e questo mi farà nascere un sorriso.
Forse le emozioni che incido con l`inchiostro del cuore
su questo foglio che allora sarà ingiallito
mi aiuteranno a superare la delusione
di un Amore ormai finito
o ad emozionarmi per uno nuovo che comincia.
Fatto sta che di quello che abbiamo condiviso
mi resterà un`esperienza unica,
questo foglio,
e forse tu al mio fianco.
Posati a un passo dal mare, diventano scomparendo, e negli interstizi di un`elegante nulla ricevono la consolazione di una provvisoria inesistenzaAlessandro Baricco
Laguna in festa Danzano le gondole
tra costumi e maschere
Venezia ride
su musica antica
******
Passi di samba
ai piedi del Pao de Açuar*
Brazil Carnival!
Follia di intere notti
per obliar la saudade
*Pan di Zucchero, promontorio simbolo di Rio de Janeiro
-Maya-