Questo blog parla dei tentativi e forse anche dei successi di chi, ogni giorno, tenta di scappare dalla gabbia che gli è stata costruita intorno per riconquistare la propria libertà perduta...

Io credo che l’Amore Vero esista. L’Amore che non chiede niente e che si limita semplicemente ad amare. Un Amore che disseta il desiderio di Libertà e che emana dolcemente il suo delicato profumo verso colui che sceglie di crederVi. Alcuni lo chiamano “Dio”, altri lo hanno nominato “Vana Illusione”… Ma se fosse solo un ideale senza senso, allora quando sarò sul letto di morte sarò fiero di aver dedicato il prezioso tempo che mi è stato concesso di vivere, alla ricerca di questo fantastico sogno...
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La mia miglior poesia
Non so cos'era oggi, forse quell'aria particolare della sala antica, o forse eri tu che entravi lieve con il tuo sorriso ad incantare chi ti ascoltava.
So che c'era magìa oggi.
Eri lì vicino al tuo compagno d'avventura, stretta nel tuo vestitino elegante e la tua voglia di dare.
Eri bella, certo questo lo sapevo, ma eri bella di una luce interiore che è venuta fuori prepotentemente.
Non era stato importante che non avessi avuto tempo per prepararti.
La decisione del colleggio dei professori era arrivata d'improvviso, dopo varie votazioni
avevano trovato l'unanimità sul tuo nome.
Tu avresti presentato con Pier Giorgio il concerto di musica classica di natale e tu avresti fatto il discorso di saluto e ringraziamento da parte dei maturandi.
Mi sono emozionata, sai?
Ti avevo vista a casa scegliere le giuste parole, seguire le tue emozioni su cosa dire e su come dirlo.
Poi ti ho vista sul palco, dopo aver preso in mano la situazione, ti sei rivolta ai professori e al preside.
Tu hai il dono di entrare subito nel cuore.
E' un dono raro, figlia mia.
Va oltre la cultura, oltre lo studio. Fa parte dello spirito di una persona.
Alla fine una professoressa del biennio che non mi conosceva come tua madre ha sussurrato alla sua vicina di poltrona: questa ragazza ha stile più di tante donne adulte.
Mi sono sentita cosi fiera di te.
Avrei voluto dire: questa è mia figlia
Tu mi guardavi e sorridevi. D'un tratto mi hai fatto cenno come di una richiesta e cioè se andavi bene.
Sei un fiore che ancora cerca riparo dietro la corteccia.
Cosi bella nei tuoi 17 anni.
Cosi fragile.
Poi gli applausi sono arrivati all'improvviso. Molti ti sono venuti incontro per le congratulazioni.
Mi sono tenuta in disparte con tuo padre e il tuo ragazzo.
Ti destreggiavi come se fossi già di mestiere. Sapevo che tu sai sempre dentro di te che io ti sono sempre vicina nel caso avessi bisogno.
Mi sei arrivata alla spalle e mi hai abbracciata.
E ridevi, con quella tua risata cristallina, scaricando tutta l'ansia e quando ti hanno chiamata per fare le foto, tu tranquilla mi ha detto:
"Un attimo che devo abbracciarti."
Tu sei la mia miglior poesia, figlia mia.


Tocca
La mano
Oscillazioni
Esitanti
Respira
I sensi
Dondolii
Sospetti
Rasenta
La coscienza
Evidenze
Limpide
Pulite
Onde
Occhi
Si corre... Non si riesce a stare fermi.
Ti è mai successo di sentirti come se avessi già detto tutto? Non hai più nulla da dire. Ti senti stanco... Hai esaurito le parole.
Se chiudi gli occhi, ti chiudi al mondo. Hai mai provato? Hai come la sensazione di essere solo... Li devi riaprire subito. Perchè hai mille cose da fare... Devi correre... Come puoi stare a occhi chiusi?
La notte dormi male... Hai un sogno ricorrente: corri e devi fare mille cose. Poi ti svegli, stai male: hai quella sensazione di aver dimenticato qualcosa.
Prova a metterti in una stanza buia. Buia buia: senza alcun frammento di luce.
Osserva il buio.
Ora chiudi gli occhi: cosa vedi? Niente.
Se riapri gli occhi invece vedi il buio. Se li richiudi non vedi niente.
A volte si crede che un cieco sia uno che non vede niente. Come se avesse gli occhi chiusi in una stanza buia.
Sai, io non credo sia così.
Se hai il senso della vista puoi sia vedere (ad esempio il buio nella stanza) o rifiutarti di farlo (chiudendo gli occhi). Ma se ti rifiuti di vedere non stai guardando il buio. Non stai guardando niente, semplicemente.
Lo puoi capire tu stesso.
Stai in una stanza buia a occhi aperti. Poi chiudi gli occhi. Poi riaprili. Una cosa è vedere il buio e un'altra cosa è non vedere niente.
Il buio lo puoi vedere.
Se poi fissi il buio scopri anche un'altra cosa: scopri che è difficile vedere il buio.
Basta che un pensiero si insinui nella tua mente e questo pensiero diventa realtà. Il buio è scomparso e compaiono i tuoi pensieri. Se qualcuno ti vedesse dall'esterno direbbe che stai fissando il buio, invece tu stai vivendo i tuoi pensieri.
Arriva un pensiero, ti prende e ti porta con sé. Tu non sei più in quella stanza buia. Ora sei nel passato o in un progetto futuro.
Il tuo corpo è là al buio in quella stanza, ma tu non ci sei più.
Da ciò puoi comprendere che un tizio col senso della vista può fare tre cose: rifiutarsi di vedere il buio, vedere il buio, non vedere il buio (rapito dalle sue mille fantasie nel suo mondo virtuale).
Un cieco non può fare nulla di queste tre cose. Magari però ne fa altre servendosi di altri sensi. Ma non vede il buio! E nemmeno può rifiutarsi di vederlo (perchè non può rifiutarsi). Non vede, semplicemente. Può rifiutarsi di sentire, questo sì. Può rifiutarsi di sentire il silenzio oppure può invece scegliere di sentirlo e può anche perdersi nei suoi pensieri e cominciare ad ascoltare, nonostante il suo corpo si trovi in una camera insonorizzata.
Ci sono quelli che si rifiutano di vedere. Chiudono gli occhi.
Il buio li spaventa. Chiudono gli occhi per non vedere il buio.
Ci sono poi quelli che fissano il buio. Però poi ti cominciano a bruciare gli occhi. Ti fanno male. Devi chiuderli almeno per un attimo. Però se insisti a tenere gli occhi aperti... dopo un po' cominciano a lacrimare e non è più necessari chiuderli. Non bruciano più.
Piangono. Vedono il buio e piangono.
Quando è stata l'ultima volta che hai pianto guardando il buio? Non ti devi preoccupare: è necessario. Se cominci a piangere gli occhi non faranno più male e potrai guardare il buio quanto ti pare senza dover ammiccare.
A volte capita che piangi di meno... Altre volte che piangi di più A volte non piangi affatto! Guardi il buio e dici "questa volta non sto piangendo!". Capita anche quello.
Se cominci a fantasticare, se ti perdi nelle illusioni e nei ricordi... beh allora hai perso un'occasione.
Magari gli occhi piangono lo stesso. Ma non sei tu che piangi. Tu ora sei nei tuoi sogni mentre i tuoi occhi, in quella stanza, stanno lacrimando.
Hai mai guardato gli occhi di chi è innamorato? Sono come quelli di chi sta fissando il buio. Gli innamorati hanno gli occhi pieni di acqua.
Amare è guardare il buio. E ci vuole tanto coraggio per farlo.
Non sai cosa c'è davanti a te: il buio nasconde ogni cosa... E gli occhi devono bagnarsi. Devi piangere.
Amare è saltare in quel buio. Senza paracadute.
Gli occhi di chi guarda nel buio sono gli occhi di chi si è appena innamorato. Il buio entra in te e tu entri nel buio. E' un rapporto di Amore.
Quando ti innamori il buio entra in te e tu entri nel buio. Lasci cadere ogni barriera. Diventi vulnerabile. Ti spogli...
E' bello fare l'amore completamente nudi. Completamente vulnerabili. L'altro entra in te e tu nell'altro.
Ma se ti fai trascinare dai pensieri... Se ti fai trascinare dalle paure, dalle gelosie, dalle illusioni, dai sogni... beh allora hai perso un'occasione.
Hai perso l'occasione di vedere il buio. Stai seguendo qualche scenetta nella tua mente...
Il buio è là ma tu non ci sei.
Vi sarà capitato di sentire una di quelle storielle New Age che quando stai bene sono bellissime e quando stai male ti chiedi "ma che cazzo vuol dire?!". Mi riferisco a quelle favole dove c'è un tizio che sta male. E così chiama Dio, ma non lo trova. E poi la storia finisce colla presa di coscienza che Dio è sempre stato là, solo che il tizio guardava nella direzione opposta.
Ecco... a sentirla così pare una cazzata. "Che cavolo vorrà dire che guardo nella direzione sbagliata?".
Ed invece non è proprio una cazzata. Una verità c'è.
Qualcuno vi dirà che la verità sta nel fatto che Dio è in chiesa e che dovete cercarlo là.
Personalmente non credo sia così.
Dio è come quel buio in quella stanza.
Dio c'è sempre e ti avvolge completamente. Ma tu sei così immerso nei tuoi pensieri che addirittura, nel buio, ci vedi luce!
E ti domandi: "dov'è finito il buio?" Appena te lo domandi cominci a rivedere un po' di buio e ti ricordi di essere in una stanza senza luce. Ma subito arrivano altri pensieri e dimentichi nuovamente. Con la mente voli alle Seicelles e vedi il mare... Addirittura senti i rumori dell'acqua... O magari torni a essere bambino. O magari ripensi al dolore, alle sofferenze, alle paure.
E ti domandi dove sia finito Dio... "Eppure un attimo fa era qui". Ed invece sei proprio tu che stai seguendo altre cose!
Il buio è qui ma tu non ci sei più.
La stanza dove sei è buia e silenziosa ma la tua mente è come un albero di Natale con mille lucine intermittenti in mezzo alle urla di centinaia di bambini che scoppiano petardi.
Sei completamente immerso nell'Amore ma per vederLo devi aprire gli occhi (e non è facile) e dopo che li hai aperti devi aspettare un po'... Cominciano a lacrimare. E dopo devi fissarLo. Devi riuscire a fissare l'Amore. Anzi non è che "devi". Non devi niente!
Lasciati andare... semplicemente. Senza fretta.
Lo sai chi è colui che ama? E' quello che riesce ad aprire gli occhi. Perchè comprende che per vedere deve aprire gli occhi. Non può tenere gli occhi chiusi.
Se tieni gli occhi chiusi ti agiti... Perchè non vedi niente!
E dopo che ha aperto gli occhi vede... E comincia a piangere. Ma non perchè è triste e neppure perchè è felice. Piange perchè è necessario farlo. E non si oppone.
Non chiude gli occhi... Lascia scorrere. Lascia andare le lacrime. Le sente e continua a guardare.
E dopo un po' comincia a sentire che ciò che sta guardando entra in lui e lui entra in ciò che sta guardando. E' una compenetrazione... E' una fusione.
Come quando fai l'amore e sei nudo. E i vostri corpi si intrecciano e si fondono fino a divenire una danza dove tu scompari. Dove l'altro scompare. Esisti con l'altro. Esisti insieme all'altro in un buio totale. Senza protezioni. Nel silenzio.
Insieme al tutto... Perchè il buio non fa distinzioni. Nel buio tutti siamo uguali. Non ci sono identità. Sei il tutto e il tutto è in te.
In quell'istante... in quell'istante può accaderti Dio. Che è sempre stato là...
E dopo che sei arrivato a questo punto... Certo, puoi avere paura! Ti può capitare un pensiero o una fantasia. Ma se ami, se ami veramente, può un dolore, un pensiero o la morte stessa distarti dall'Amore?
I pensieri diventano parte di quell'Amore. Le paure, i dolori... Tutto parte di quell'Amore.
E quest'uomo che ha aperto gli occhi, che ha pianto, che ha osservato il buio... Ora osserva anche i suoi pensieri. Non si fa trascinare da loro. Li osserva, semplicemente.
Come quando osservi le nuvole: non le leghi a te. Non ti ci attacchi... Non ti fai trascinare. Le fai passare...
Così è l'Amore: osservi senza legare. Diventi semplicemente Amore.
E in quell'orgasmo scompari.
In quell'orgasmo sei indifeso... Non puoi opporre resistenza.
Amare è essere nudo.
La mantide religiosa uccide il compagno durante l'orgasmo... e lui si fa uccidere. Non oppone resistenza.
E' la poesia dell'Amore. Amare è morire.
Mi è stato chiesto cosa intenda quando parlo di "consapevolezza". Essere consapevoli di mangiare, di respirare.
Intendo "essere presenti". Fluire insieme all'esistenza. Intendo "non dimenticarsi di sè". Intendo "vivere".
Non cadere nella fantasia rischiando di perdere l'occasione di vedere il buio o ascoltare il silenzio. Ma osserva... Osserva anche le tue fantasie. Non ti opporre. Fluisci e lascia fluire.
Sii presente in quella stanza buia. Sii presente non solo con il corpo ma con le tue emozioni, col tuo spirito, con le tue paure, con i tuoi dolori, con le tue gioie, con le tue risate e con le tue lacrime.
Sii presente senza pensare a "come potrebbe essere". Perchè è. Semplicemente.
E là c'è pure Dio. C'è l'Amore. Là c'è tutto. Ci sono i miracoli, c'è la guerra e c'è anche l'allegria.
Essere consapevole è essere completo; è riuscire ad amare senza catene; è lasciarsi andare; è spogliarsi.
Essere consapevole è entrare in quell'orgasmo senza vestiti. Nudi. Con l'altro. Nell'altro. In sè.
Senza più limiti.
Volare... senza più dimenticare....
Questa mia piccola visione è il mio regalo di Natale a te.
Ti abbraccio e ti auguro un 2008 pieno di Amore e di Libertà.
Stanza
Disteso
Dormo
Sull'acqua del cielo
Vedo
Una luce
Si accende
Per me
Rosa
Si tuffa
Negli occhi
La neve
Morbida
Mi accoglie
Mi assorbe
Mi muovo
Scompaio
Riappaio
Respiro
Sento
Un fiamma
Ascolto
La mia stella

Ricordati di me,
quando ti perderai,
quando in un mare nero affogherai,
Ricordati di me
io ti amavo,
nel nulla dei miei sogni
per quel tuo essere nell'ipocrisia del mondo,
per quel tuo essere
nella falsità che circonda il tempo
Ricordati di me,
dei ricordi
dei tuoi giovani anni,
le speranze, gli ideali
gli inganni.
Ricordati di me,
quando mi
raccoglierai
nei miei anni perduti

Il 17 novembre 2007 una bambina di nome Maria Sara ha scritto a Papa Benedetto XVI chiedendogli di opporsi all'uccisione di un abete secolare il cui sacrificio sarebbe servito a fare l'albero di Natale in Piazza San Pietro.
Oggi un abete di 200 anni è stato abbattuto e anche quest'anno il Vaticano (e tutta la cristianità che si vede da esso rappresentata) avrà il suo albero di Natale.
Buon Natale Papa Benedetto! Domani, in Piazza San Pietro, si potrà gustare una stupenda atmosfera natalizia!

L'imprudenza dei fiori essiccati
Sai
non conoscevo l'audacia del tuo affondo
non avendo difese da gestire
chè morbida mi ponevo nell'essere
tua dolce amante.
Dell'amore bramavo l'estensione
senza fughe perimetrali
sfiorando quelle strade consacrate
che mai limitarono il nostro dire.
Ora
ogni gesto è un inganno menzognero
mani tese a rifiutare ogni intento
scorticata resta la parola
il silenzio misura la distanza.
Forse
rimane l'indecenza
di ciò che chiamammo amore.