Questo blog parla dei tentativi e forse anche dei successi di chi, ogni giorno, tenta di scappare dalla gabbia che gli è stata costruita intorno per riconquistare la propria libertà perduta...

Eccomi

Blogger: privateoutrage
Io credo che l’Amore Vero esista. L’Amore che non chiede niente e che si limita semplicemente ad amare. Un Amore che disseta il desiderio di Libertà e che emana dolcemente il suo delicato profumo verso colui che sceglie di crederVi. Alcuni lo chiamano “Dio”, altri lo hanno nominato “Vana Illusione”… Ma se fosse solo un ideale senza senso, allora quando sarò sul letto di morte sarò fiero di aver dedicato il prezioso tempo che mi è stato concesso di vivere, alla ricerca di questo fantastico sogno...

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lunedì, 25 febbraio 2008

Vento

 

Soffio

Tra i capelli

Colori

Disordinati

Spighe scompigliate

Aghi di lancette lente

Successioni di istanti

Alternanze senza fretta

Soffio e cerco

Postato da: luisa.splinder.it a 20:58 | link | commenti (2)

Normalità

Va così...
Ho sentito che in alcune zone del nostro paese si coltiva l'insalata sulle (ex) discariche. Probabilmente il terreno è più fertile...
A volte sotto i pomodori ci trovi materiale radioattivo... dicono sia cancerogeno.
In Tv ho sentito dire che mangiare più frutta e verdura abbassa il rischio di contrarre tumori.
Dicono che cibarsi con troppa carne faccia male. Il fumo fa male. Il pesce è pieno di mercurio.
L'inquinamento causa danni irreparabili all'organismo umano.
Ho letto che se hai l'abitudine di bere l'acqua minerale, sarebbe meglio scegliere quella in bottiglie di vetro perchè i contenitori di plastica rilasciano particelle nocive.
L'acqua del rubinetto non va bene se hai i tubi vecchi: berresti troppa ruggine. Ed il calcare poi?!

L'alluminio è tossico!

Mi hanno detto di prendere un antinfiammatorio per stare meglio... Però potrebbe uccidermi.

Leggevo... Su un libro un dottore espone la sua rivoluzionaria "cura con l'acqua": l'aumento giornaliero del consumo di acqua cura quasi tutte le malattie (anche le più gravi). Nell'introduzione al libro però si dice "l'autore non si assume la responsabilità di eventuali danni causati dalla cura esposta in questo volume".
Nessuno si assume più la responsabilità.
Meglio guardare ai propri interessi.
Se sei un medico, oggi, prima di dire qualsiasi cosa, devi pensare che poi potresti anche essere denunciato.
Come può occuparsi dei propri pazienti chi si preoccupa più del suo avvocato?
Se vai in palestra o in un centro benessere o magari in ospedale, devi firmare un foglio: nessuno si prende la responsabilità di ciò che si accinde a farti.
Tutti burocrati.

Chiedere un consiglio? A chi?! Quello che ti sta davanti ha un universo in mente! Mille pensieri, dubbi, paure... Che consiglio vuoi che ti dia? Ti risponderà sicuramente di "fare supergiù". Ti consiglierà di comportarti in modo tale da essere "normale" e "integrato nella società".
Ti suggerirà la "normalità".
Normalità. Normalità nel senso di essere accettato.
Ecco sì... un modo per essere, bene o male, accettato.

Diciamo che per le cavolate è giusto "chiedere consiglio" ma per le faccende serie... Beh, là è meglio fare da sè.
Così se sbagli potrai perndertela con te stesso (come se già non lo fai abbastanza).
Ma la colpa del resto è solo tua.
Ho sentito dire che se non guarisci non è colpa del dottore, ma sei tu che non vuoi guarire.
Chi vuoi che si prenda la responsabilità di te stesso?

Si muore da soli, si nasce da soli. Si vive... chissà... forse nell'illusione perenne di non essere soli. Nell'illusione di poter vomitare la tua insoddisfazione su chi ti sta accanto.

Qualcuno ti dice pure che "non è bene stare soli". Eppure... Eppure dove era prima? Dove era quando stavi male e quando avevi bisogno di lui?

Dicono che è bene. Dicono che è male. Dicono anche che è negativo o positivo. Dicono.
La gente "dice" continuamente. E poi fa come gli pare.
O meglio, fa "normalmente". Tutto nella norma. Fanno. Bene o male fanno qualcosa. Poi qualcuno si stanca. Qualcuno si incazza.
E allora quello è male! E si comincia a giudicare.

Se c'è pensiero, se c'è paura... Non può esserci verità.
Come potresti dare un consiglio a qualcuno? Certo forse in base alla tua "normalità".
Alla normalità del momento perchè poi devi anche considerare questo: che da un momento all'altro cambi. Sei diverso.
Ieri la pensavi in un modo ma oggi è tutta un'altra cosa.

Sì. C'è rabbia.
E forse anche delusione.
Negativo, positivo... Parole.
"Tutto dipende dai punti di vista" (lo diceva il mio prof di filosofia).

Alla fine la cosa che cerchi è un modo per stare meglio con te stesso. Un modo per stare meglio. Un modo per stare, per essere "normale".
Perchè il punto non è stare bene. Sarebbe troppo semplice.
Il punto è essere come gli altri, bene o male. Normale.
Normale. Nor-male. Non male.
Non ti interessa stare bene. Ti interessa stare "non male". Sopravvivere alla meno peggio. Essere accettato almeno da te stesso.

Oppure vai in quei posti. In quei posti dove dicono accadano i "miracoli". Può essere Lourdes, può essere un super-ospedale americano.

Se anche esistesse... Se anche esistesse il tuo dio... Tu lo hai fatto diventare qualcosa che non è. Il tuo dio è qualcosa che ti fa stare "un po' meglio". Che ti fa essere un pò più "accettato".

Mi parli di "anima"; mi parli di poter sopravvivere al tuo corpo...
Ma hai mai parlato alla tua anima? Magari tenti un qualche rituale esteriore per metterti in contatto con la tua spiritualità.
Ma l'anima è interiore e non ama l'ipocrisia.
Chiedi di essere "normale" e quando senti che il tuo momento è giunto chiedi che la tua anima sia salvata... Ma di quale anima parli? Non sai neppure cos'è! Non l'hai mai vista!

Vegetali, medicine, sport: usi tutto per "sopravvivere" meglio.
Nessuno si chiede come fare a vivere. L'importante è "tirare avanti". Alla meno peggio.

Questo dio esiste? Per ora l'unica cosa di cui sei certo (forse, ma non sempre) è che esiste questo corpo.
"Certamente, Dio penserà a me! Ma intanto è meglio far carriera" dici.
E' meglio far carriera.
E' meglio.
Come se tu sapessi cosa è meglio o cosa è peggio.
Se tu avessi saputo cosa era meglio forse non saremmo con i ghiacciai quasi sciolti a causa della tua automobile.
Dici che oggi vivi "meglio". Perchè hanno inventato gli antibiotici e il telefonino.
Eppure più di metà del mondo vive nell'assoluta povertà. Migliaia di bambini in questo istante si stanno ammalando di cancro perchè stanno manipolando cavi elettrici e materiale tossico proveniente dai computer che il tuo occidente gli sta inviando per non adottare politiche di riciclaggio poco remunerative.

Leggevo che oggi si muore più degli effetti collaterali derivati dai farmaci che non per le malattie che gli stessi farmaci dovrebbero curare.

Ma io non so cosa è bene o male. Io non sono qui per dirti cosa devi fare per essere "più normale" di quello che già sei.
Io non ho risposte.
Oggi il mondo è una grande opportunità.
Prima non avevi dubbi: il figlio del contadino sarebbe diventato un contadino. Prima non avevi problemi perchè facevi quello che dovevi.
Oggi invece "puoi". Oggi "potresti".
Hai infinite scelte. Puoi comprare questo o quello; puoi rifiutarti di comprare. Puoi fare quello o quell'altro o non fare nulla.
E non temere: tutti ti diranno che il loro prodotto (qualunque esso sia) è il migliore.
E così non sai che fare.
Sei una merce. Sei un prodotto insieme ad infiniti altri prodotti.
Forse pensi di sapere, ma dammi retta: non sai assolutamente nulla. Forse vuoi fare finta di sapere... Tanto per discutere al bar sia di economia che di calcio.
Diciamo che sai un po' di tutto... che è come dire che non sai niente.
Approssimativamente.

Come la vita: all'incirca normale... Approssimativamente.
Un fatto di sopravvivenza.
Poca qualità. L'importante è la quantità.

Tutto ciò può sconvolgerti. Tutti questi dubbi, tutto questo "non sapere cosa fare" può sconvolgerti così profondamente da toccare la tua anima!
Se ti metti ad ascoltare...
Puoi ascoltarti dall'interno.
Puoi ascoltarti "dal punto di vista dell'anima". Puoi ascoltarti in quanto anima.
E ti affidi. Perchè non puoi fare altrimenti.
Non ci sono più domande perchè nessuno può rispondere.
Accade in un attimo.

L'anima ti accade in un attimo: è inutile scriverci trattati sopra. L'anima non fa parte delle parole.
I pensieri volano come le pagine di un libro.
L'anima è come quando sei in una stanza completamente buia e riesci a bucare la parete con uno spillo e vedi un raggio sottile di luce. Ma subito dopo il foro si chiude.
L'anima non è una abitudine e nemmeno una persona.
L'anima forse è uno spazio così piccolo, ma così piccolo che ti sembra troppo grande.
L'anima è così veloce che a volte, se la osservi, ti sembra lentissima.
L'anima accade.
Non puoi forzare nulla.
Non ci sono regole.
L'anima non è interessata ad accaderti in un determinato momento.
Ti accade ma senza sapere dove nè quando.

Tu pretendi di sapere. Tu pretendi di sapere che ti accadrà un miracolo proprio il 15 maggio, data del tuo arrivo a Lourdes.
Non è così.

Aspettare senza aspettarsi niente.
Attesa di niente.

L'anima non sa.
Ed è un po' come te, oggi. Perchè ti sei accorto di non sapere. E in questa tua fragilità sei così potente da oscurare il sole o quel dio di cui tanto parli.

Ti lasci andare. Ti lasci sbocciare.
Ti lasci accadere...

Questa è l'anima.
E ti assicuro... Io ti assicuro che di normale non c'è proprio nulla.



Photo by Maurice Salmon

Postato da: privateoutrage a 18:28 | link | commenti (1)
pensieri

domenica, 24 febbraio 2008

Nel mio piccolo mondo

Immagine di Nicoletta Costa

Alterata sensazione

Il nulla

Dove l’ assenza raccoglie Sapore

Vivacità

Slancio

Il sé.

Altezze da toccare appena

Colli adagiati  pigramente 

Elevazioni come rapimenti

Estasi da sorseggiare respirando piano

Acque limpide e lucenti

Vortici di niente

 

Postato da: luisa.splinder.it a 12:28 | link | commenti (1)
vita

martedì, 12 febbraio 2008

Senza cercare significati.
Le ragioni le inventiamo per giustificare le nostre azioni.
è una forza di gravità che spinge in avanti la mia.
è musica altissima.
Piaci alla gente se apri la bocca.
E la cosa non si fermerà lì.
Confusioni di nuvole scarne.
Illusioni di gente di carne.

Con te conviene non essere nessuno.

Postato da: Venusinfurs91 a 21:47 | link | commenti (2)

giovedì, 07 febbraio 2008

Dedicato a chi ha tra i 25 e i 20 anni...

Dedicato a chi c'era...



Noi che...
ci divertivamo anche facendo 'Strega comanda colore'.
 
 
Noi che...
facevamo 'Palla Avvelenata'.

Noi che...
giocavamo regolare a 'Ruba Bandiera'.

Noi che...
non mancava neanche 'dire fare baciare lettera testamento'.
 
Noi che...
i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva.
 
Noi che...
quando giocavamo col Lego facevamo anche castelli alti 6 piani che nn si
smontavano mai.
 
Noi che...
chi andava in bici senza mani era il più figo.
 
Noi che...
anche quelli che impennavano però non se la tiravano poco.
 
Noi che...
suonavamo al campanello per chiedere se c'era l'amico in casa.

Noi che...
facevamo a gara a chi masticava più big babol contemporaneamente. 
 
Noi che...
avevamo adottato gatti e cani randagi che non ci hanno mai attaccato nessuna
malattia mortale, anche se dopo averli accarezzati ci mettevamo le dita in
bocca.

Noi che...
i termometri li rompevamo, e le palline di mercurio giravano per tutta casa.
 
Noi che...
dopo la prima partita c'era la rivincita, e poi la bella, e poi la bella
della bella. 

Noi che...
giocavamo a 'Indovina Chi?' anche se conoscevi tutti i personaggi a memoria.  
 
Noi che...
sul pullman della gita giocavamo a 'fiori frutta e città' (e la città con la D
era sempre Domodossola).
 
Noi che...
con 100 lire ti prendevi una cicca con le 3 figurine dei calciatori.
 
Noi che...
ci mancavano sempre quattro figurine per finire pure l'album Panini.
 
Noi che...
ce l'ho ce l'ho...MANCA.
 
Noi che...
le cassette della Disney le abbiamo viste così tante volte che ora a distanza
di 15 anni sappiamo ancora cosa cantavano Robin Hood e Little John. 
 
Noi che...
in TV guardavamo solo i cartoni animati.

Noi che...
avevamo i cartoni animati belli!!!
 
Noi che...
litigavamo su chi fosse più forte tra le tartarughe ninja.

Noi che...
abbiamo raccontato 1500 volte la barzelletta del fantasma formaggino.
 
Noi che...
cercavamo di far sorridere i sofficini ma si rompevano sempre in 2.  

Noi che...
non avevamo il cellulare per andare a parlare in privato sul terrazzo.
 
Noi che...
i messaggini li scrivevamo su dei pezzetti di carta da passare al compagno. 
 
Noi che...
si andava in cabina alla fine della scuola per prendere le schede finite. 
 
Noi che...
c'era la macchina fotografica usa e getta e facevi fino a 20 foto.
 
Noi che...
non era Natale se alla tv non vedevamo la pubblicità della Coca Cola o della
Bauli con l'albero.

Noi che...
le palline di natale erano di vetro e si rompevano.
 
Noi che...
se guardavamo tutto il film delle 20:30 eravamo andati a dormire tardissimo.
 
Noi che...
guardavamo film dell'orrore anche se avevi paura.
 
Noi che...
giocavamo a calcio durante l'intervallo col tappino della bottiglia.

Noi che...
suonavamo ai campanelli e poi scappavamo.

Noi che...
nelle foto delle gite facevamo le corna ed eravamo sempre sorridenti.
 
Noi che...
il bagno si poteva fare solo dopo 2 ore che avevi finito di mangiare. 
 
Noi che...
a scuola andavamo con cartelle da 2 quintali e senza rotelle.
 
Noi che...
quando a scuola c'era l'ora di ginnastica partivamo da casa in tuta e con le
scarpette nello zaino.

Noi che...
se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa era il terrore.
 
Noi che...
le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su Google. 
 
Noi che...
internet non esisteva.
 
Noi che...
la merenda a scuola te la portavi da casa. 

Noi che...
si poteva star fuori in bici il pomeriggio.
 
Noi che...
se andavi in strada non era così pericoloso.

Noi che...
però sapevamo che erano le 4 perché stava per iniziare BIM BUM BAM.
 
Noi che...
il primo novembre era 'Tutti i Santi', mica Halloween.

Che fortuna esserci stati...

Postato da: Luana17 a 16:52 | link | commenti (8)
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Postato da: privateoutrage a 16:22 | link | commenti (2)
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