Questo blog parla dei tentativi e forse anche dei successi di chi, ogni giorno, tenta di scappare dalla gabbia che gli è stata costruita intorno per riconquistare la propria libertà perduta...

Io credo che l’Amore Vero esista. L’Amore che non chiede niente e che si limita semplicemente ad amare. Un Amore che disseta il desiderio di Libertà e che emana dolcemente il suo delicato profumo verso colui che sceglie di crederVi. Alcuni lo chiamano “Dio”, altri lo hanno nominato “Vana Illusione”… Ma se fosse solo un ideale senza senso, allora quando sarò sul letto di morte sarò fiero di aver dedicato il prezioso tempo che mi è stato concesso di vivere, alla ricerca di questo fantastico sogno...
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Pausa
La rabbia è in te. Non esiste un mago là fuori che dal nulla fa sorgere in te rabbia… La rabbia è in te.
Se c’è qualcuno che ti “stuzzica”… Ecco, quello è il tuo maestro.
Ogni cosa è un possibile maestro. Perché ogni cosa può farti vedere cosa si nasconde in te.
Se una situazione provoca in te tristezza, ciò accade perché in te c’è anche la tristezza.
Sei complesso: c’è un po’ di gioia, di felicità, di dolore, di rabbia, di invidia… E’ tutto là. In te.
Ed anche le stelle… Anche le stelle a volte si arrabbiano.
Nell’antica Grecia gli uomini adoravano dei che si innamoravano, che provavano invidia, che si incavolavano…
E’ complesso.
Sul mio terrazzo c’è una piantina di menta. Profumatissima.
La menta è un piccolo miracolo della natura: ho questa piantina da tanti anni. Ogni tanto “muore”… E uno direbbe: “è morta!” E poi invece rinasce. E’ incredibile.
A volte mi siedo davanti alla menta e mi faccio guardare da lei…
Ti sei mai fatto guardare dalle piante? So che stai sorridendo… Forse mi consideri un po’ pazzo.
Sono sicuro che hai sempre guardato le piante e i fiori: ma ti sei mai fatto ammirare da loro?
Insomma mi siedo là, sul terrazzo… e mi faccio guardare. Immagino che la menta mi stia osservando.
E’ una sensazione strana: prova.
Sai benissimo che la menta è viva, ma forse non sai che è in grado di guardarti. Non ha gli occhi eppure ci riesce. Non so come faccia… Forse ha una specie di radar…
E anche le pietre! Ieri tenevo in mano una pietra. Prova a tenerla in mano come si tiene qualcosa che ami. Accadrà qualcosa di incredibile.
Ieri tenevo in mano questa pietra: ad un certo punto ho sentito che non ero io a stringerla ma era lei che si espandeva. Cercava il contatto con la mia mano.
Se abbracci un albero… Ho saputo che c’è gente che abbraccia gli alberi. Non è una stupidaggine. Prova anche tu e scoprirai che anche l’albero ti sta abbracciando.
Alle scuole medie la professoressa di scienze ci insegnò che un oggetto metallico posto su una fonte di calore, si dilata. E’ un po’ come te… quando vai al mare e stai sotto il sole. Ed hai caldo.
E ti “dilati” sulla tua asciugamano. E occupi più spazio che puoi… cerchi quell’alito di vento che può darti sollievo.
Ed invece quando hai freddo ti raggomitoli. Ti chiudi.
Sono leggi della fisica.
Sei molto simile ad una moneta (anche se questi euro ti stanno facendo impazzire… e la vita ormai è carissima). Misura il diametro di una moneta. Poi mettila sul fuoco per qualche secondo e rimisurane il diametro. E’ aumentato!
Ora metti la tua moneta nel freezer… se rimisuri vedrai che si è ristretta.
Proprio come te. Che cambi a seconda del tempo.
Tutto è vivo.
Una piantina di menta ti osserva… ma anche una moneta! E anche la carta che scarabocchi distrattamente mentre sei al telefono con la tua migliore amica: ti osserva!
Anche lo schermo del tuo computer: ora ti sta guardando! Ma non per giudicarti…
E’ un amore fra atomi. Tutto è composto da atomi… Da atomi e vuoto.
Le stelle poi… Le stelle ti sembrano lontane anni luce! Ma il fatto che tu veda la loro luce significa che ti stanno dando attenzione.
E la luna… e il sole… Il sole ogni giorno guarda tutti noi come una madre guarda tutti i suoi figli. Ci guarda tutti contemporaneamente! Incredibile! Conosce tutti i nostri nomi e i nostri volti…
E le pietre del tuo giardino: ogni giorno quando vai al lavoro ti guardano mentre percorri il vialetto. Poi ti giri, le osservi, loro sorridono e continuano il loro lavoro. Il loro lavoro è rendere più bello il mondo.
Ogni cosa è al posto giusto. Ogni cosa rende l’universo più bello.
Senza te il mondo non sarebbe lo stesso. Sarebbe più povero e più brutto.
Osservi e il mondo ti osserva.
Quando scrivi un poesia… Dalle poesie si impara molto. Non puoi farle accadere. Tu puoi solo creare uno spazio. Uno spazio dove possano nascere.
Tu sei solo uno spazio: uno spazio dove accade la vita.
Le poesie arrivano così… Senti che la poesia sta arrivando e allora cominci a scrivere.
Così è la vita. Ti illudi di poter far accadere le cose; ti illudi di poter controllare.
Senti qualcosa. Spesso non lo fai neppure coscientemente. Senti qualcosa, prendi la penna e accade la poesia.
La poesia esce dalla penna.
Inchiostro e poesia non sono diversi. Si parlano.
Così come le piante e le pietre del tuo giardino: parlano fra loro.
E c’è una novità! La novità è che le piante non muoiono! Magari si prendono una pausa come fa la menta sul mio terrazzo…
Una foglia secca è in comunione con il terreno sui cui è appoggiata e col vento che la sposta.
Una moneta… Perfino una moneta è viva e tu mi parli di morte! Non ti pare di essere un po’ superficiale?
Morire… Non ci riuscirai. Certo magari puoi cambiare forma (questo te lo concedo) ma morire…
Non hai perso nessuno a te caro. Lui è ancora là. Ti osserva.
Certo forse ha una forma che tu non riconosci. Un granello di sabbia, una zanzara…
L’universo è un tempio.
Ci sono quelli che devono andare in chiesa per parlare con Dio… Mi fanno ridere. Sono imbarazzanti.
Ogni cosa è un altare. Certo, anche la chiesa. Ma se ti inchini davanti ad una immagine allora dovresti inchinarti davanti ad ogni cosa. Anzi dovresti camminare sempre con la testa verso il basso.
Tutta la tua esistenza si svolge nel tempio di Dio.
Ad ogni tuo passo il pavimento e la terra si dilatano. Ti toccano. Ti sentono. Si avvicinano a te.
Ma tu sei così impegnato… Sei impegnato a fantasticare; sei impegnato a ricordare.
Sei impegnato a progettare come poter cambiare il mondo.
Ma se ti fermi… se ascolti…
Ti dico spesso: “ascolta il tuo respiro”.
La vita è il tuo respiro. Se vuoi osservare la vita, osserva il respiro.
La mente non riesce ad osservare. Riesce solo a paragonare e giudicare.
Quando osservi un fiore in un parco... Il fiore non è sempre lo stesso perché cambia ad ogni istante. Rispetto ad un secondo fa è già più maturo, ha già più esperienza. E’ già più grande. Magari ha conosciuto un moscerino; ha scambiato due parole con il sole o con un bambino.
Eppure per la mente quel fiore è uguale a tanti altri ed è sempre maledettamente uguale a se stesso.
Alla mente non interessa la vita.
Ma quel fiore è un po’ come te: tu non sei lo stesso di un minuto fa. E fra venti minuti le cose saranno ancora diverse.
Quindi inchinati davanti a quel fiore. O meglio: fatti osservare. Stabilisci un rapporto. E’ uno scambio di sguardi.
Il respiro… dimentichi spesso di osservarlo.
Quando riesci ad osservarlo sappi che non è la mente che lo osserva. La mente non sa osservare.
Sei tu ad osservarlo… Il vero “tu”. Chiamalo anima se vuoi…
Questo “tu” è quello che rimane sempre. E’ il centro del ciclone: tutto intorno muta ma lui rimane là. Osserva, non giudica.
E’ l’essenza.
E’ l’essenza che c’è anche nella menta del mio terrazzo o in una moneta. E’ quello che non muore. E’ quello che non nasce.
E’ come uno che abita in una casa. O meglio: è colui che abita nel tempio.
Il mondo è un tempio, una foglia è un tempio, una chiesa è un tempio, il tuo corpo è un tempio.
Una pietra è un tempio: dentro c’è qualcuno. Qualcuno che è collegato all’universo. Io non so chi sia. Lo devi sperimentare tu.
E lo puoi sperimentare osservando. La mente non riesce ad osservare e quindi quando osservi, è questo abitante che sta osservando. Un abitante dell’universo.
Questo abitante non è differente dall’universo e nello stesso tempo ne è separato.
Forse non è facile da capire… Perché non c’è nulla da capire. Devi solo sentirlo.
Io ti posso solo dire: “osserva il respiro”.
Il respiro parla della vita.
Cos’è la vita? Non hai bisogno di leggerlo su un libro. Le parole non descrivono la realtà. Le parole sono solo un indizio. Nessun libro può vivere la vita al posto tuo.
Il respiro… Hai mai visto un bambino nascere?
Fa un inspirazione enorme! Piange perché sta tentando di fare un’operazione sovrumana: tenta di introdurre la vita in sé. Fa una fatica enorme ma non ha scelta e non sa neppure se ce la farà. Ma deve farlo. I suoi polmoni sono quasi inesistenti: sono minuscoli. Per espanderli deve fare uno sforzo enorme.
Tu ora inspiri senza neppure accorgertene ma hai dovuto fare uno sforzo bestiale la prima volta.
E ti continua a capitare… Dopo una corsa estenuante hai perso molta energia. La vita è energia. Cerchi aria, cerchi di prendere più aria possibile. La tua inspirazione è potente.
O quando vedi che le cose non vanno… Fai un sospirone. Cerchi di prendere vita.
A volte invece non vuoi condividere la tua vita col mondo e ti fai venire il raffreddore… Così respiri meno. Non vuoi altra vita dentro… Ché già la vita è pesante così.
Ecco questa è l’inspirazione.
Poi c’è l’espirazione, quando butti fuori l’aria.
Hai mai visto qualcuno lasciare il corpo? Se lo hai visto ti sei accorto che c’è una inspirazione e poi un rilassamento. La vita esce. E poi tutto si ferma.
Lo facciamo anche noi: fai un sospirone e poi butti fuori. Ti rilassi. Lasci andare la vita… Forse anche un po’ rassegnato.
Ridai la vita all’universo, a Dio… Dici “sia fatta la tua volontà”. Sarebbe una benedizione riuscire a lasciarsi andare. Lasciare che tutto accada.
Quindi nell’inspirazione la vita entra e nella espirazione la vita esce.
In pratica, in una vita, moriamo molte volte e rinasciamo altrettante volte.
Ma non è finita.
Ci sono due pause che ti permettono di vedere oltre. Di vedere ciò che non nasce e che non muore. Di vedere la tua anima.
Le pause sono un’opportunità in più.
Potresti vedere la tua anima anche nell’inspirazione ma sarebbe come volerla vedere durante un concerto rock. Troppa confusione…
Allora qualcuno mi potrebbe dire “ma che cazzo di musica ascolti? Prova con la classica ché ti rilassa!”… E’ la stessa cosa! Il suono c’è sempre.
Potresti vedere la tua anima nell’espirazione ma sarebbe come volerla cercare nel silenzio assoluto… E il silenzio può far paura. La tua mente comincia a fantasticare e ti perdi l’attimo.
Invece c’è un intervallo: un intervallo fra musica e silenzio.
C’è un intervallo fra inspirazione ed espirazione e fra espirazione ed inspirazione. Il primo è difficilissimo da vedere perché è molto piccolo. In questi due intervalli non c’è respiro.
E’ anche una legge economica: un periodo di crescita a cui segue un periodo di declino e viceversa. Ma cosa c’è in quell’istante fra crescita e declino? Una specie di sosta… Una pausa.
Ti sarà capitato… Quando accade qualcosa di improvviso (bello o brutto che sia), il respiro si ferma. E’ come se trattieni il respiro.
Sei bloccato. Sei congelato. E’ una pausa.
Non ti spaventare… E’ un’opportunità.
Pausa inspiratoria. E’ l’intervallo fra inspirazione ed espirazione, fra musica e silenzio.
E’ come quando ci sono dei camion che ti passano davanti. I camion sono alti e tu non puoi vedere cosa c’è dietro ai camion. Ti hanno detto che c’è una immensa valle lussureggiante. Ma tu non la vedi… Ti devi fidare. Ecco cosa è la fede: qualcuno ti dice che là dietro c’è una valle stupenda ma tu non la vedi. Dio c’è? “Chissà… Un prete mi ha detto di sì ma io non l’ho mai visto”.
Invece ti dico che lo puoi vedere.
Fra un camion e l’altro c’è un intervallo. E’ molto fugace ma puoi scorgere la vallata. Ed una volta che l’hai vista… anche per mezzo secondo… il gioco è fatto.
In questi intervalli respiratori c’è ciò che non nasce né muore. Ciò che semplicemente esiste. E’ il centro del ciclone.
Quando la vita raggiunge un culmine può accadere qualcosa, qualsiasi cosa. Può essere una cosa orribile o qualsiasi altra cosa. Non sei tu che controlli la vita.
E da qui comincia il declino… L’espirazione.
Ma fra i due c’è un intervallo. Un intervallo dove non c’è nulla (o forse dove c’è tutto). E se lo cogli allora vedi oltre. Oltre i camion.
Poi esiste anche una pausa fra espirazione ed inspirazione. Un intervallo fra silenzio e musica. Quando sei rilassato si accentua.
Quando lasci il corpo poi è ancora più accentuata tanto che qualcuno la chiama “eterna”: ma non ti fidare di questa gente.
E’ solo una pausa in attesa che torni l’inspirazione, che torni la vita.
Espirazione (la vita ci sta lasciando) – Pausa espiratoria (la vita sta per arrivare) – Inspirazione (la vita arriva) – Pausa inspiratoria (la vita è al suo massimo).
C’è un esercizio molto simpatico. Non è una cazzata New Age: è una cosa scientifica. Quando ti senti stanco, senza forze, senza energia, triste… cosa puoi fare? Facile: concentrati sulla inspirazione. Non ti preoccupare della espirazione, quella lasciala accadere. Cerca di concentrarti sulla inspirazione e di prolungarla un po’. Così introduci la vita. E ti senti più energico.
Invece quando sei agitato, hai paura, hai l’ansia… significa che hai troppa energia. Troppa vita. Allora concentrati sulla espirazione (lascia perdere l’inspirazione, lascia che accada). Prolunga l’espirazione e così perderai un po’ di energia.
Ora la cosa da esaminare però è un’altra. Non è facile osservare il respiro. Ed il perché lo puoi intuire da te.
Prova a osservare il respiro e vedrai che si modifica. Tenderai ad aumentare l’inspirazione come se avessi paura di morire soffocato: tenterai di introdurre più aria possibile. Senti effettivamente che ti manca l’aria. Considera che il corpo ha bisogno di una quantità bassissima di ossigeno ed infatti un individuo rilassato respira poco: respira in maniera impercettibile.
Insomma è difficile osservare il respiro rimanendo dei semplici testimoni. E questo ti dimostra ancora una volta che non c’è differenza fra vita e respiro.
Cerchi sempre di controllare la tua vita, non ti va mai bene, cerchi di aggiustare, di modificare. Non ti accetti. Credi di sapere cosa sia giusto per te.
E così fai col respiro: addirittura credi che inspirare di più ti aiuterà. E’ solo uno spreco di vita.
Osserva la vita. Osserva la morte. Osserva ciò che mai muore e che mai nasce: questo è il tuo vero sé.
Per vederlo devi lasciarti andare. Devi finirla di voler controllare tutto: tanto è inutile.
Osserva i mulini a vento. Sono stupendi. Fra i mulini e il vento si instaura un rapporto unico.
I mulini non cercano di controllare il vento e il vento non cerca di controllare i mulini. Eppure dal loro incontro nasce la vita. La farina che esce da un mulino diventa pane… E il pane è vita!
Eppure né il vento né il mulino sanno cosa sia il pane. Non vogliono controllare il mercato della farina!
Spesso vogliamo essere ciò che non siamo e cerchiamo cose impossibili.
Un mulino non sogna di diventare un faro sull’oceano o un hotel a quattro stelle. Un mulino è un mulino. Ed è solo rimanendo ciò che è, può dare farina.
Quando sei ciò che sei puoi creare uno spazio dove tutto può accadere. Ma può anche non accadere niente. Il tuo compito però è solamente quello di essere questo spazio.
Se una poesia non nasce o se un fiore non spunta… Non è affar tuo.
E per scoprire chi sei, osserva la vita. Osserva il mondo.
L’universo è il tuo maestro. L’universo intero con i suoi rumori, i suoi silenzi, i suoi meravigliosi intervalli...


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Guardatevi questo video... e capite le parole...
"If I lay face down on the ground
Would you walk all over me?
Have we learnt what we set out to learn?
Well come home, we will see
Now don't drown in your tears babe
Push your head towards the air
Now don't drown in your tears babe
I will always be there
When you fall and you can't find your way
Push your hand up to the sky
I will run just to, to be by your side
Don't you ever bat an eye
Now don't drown in your tears babe
Push your head towards the air
Now don't drown in your tears babe
I will always be there
But I will tear the prize from your hand
Keep you from harm, that's what you said
There's people climbing out of their cars
Lining the roadside, trying to glimpse at the dead
Now don't drown in your tears babe
Push your head toward the air
Now don't drown in your tears babe
I will always be there"
com'è strano tornare in un posto che frequentavo anni fa ,eh si , sono anni ormai...è bello, è una sensazione piacevole.. è come un nuovo viaggio che si inizia. si riprende, si inizia.. sono fiori nuovi che crescono dai bulbi piantati e posati sul balcone... giacinti nuovi...
che bello
son contenta
PROGETTO "Oltre la frontiera"
Aspetto poesie sul tema del sogno
Foto su farfalle e fiori... tutto ciò che riterrete voi!
Inviate tutto a lidia079@libero.it
Contatto msn: formichinaoperosa@live.it - orchideapurpurea@hotmail.it
Tutte le info info su: http://maniaperte.splinder.com


"Anche questa passerà... "
Fu la mia nonna a insegnarmi queste preziose parole,
da usare in qualsiasi momento della vita.
Quando tutto appare irreversibilmente terribile.
Quando tutto appare assolutamente spaventoso.
Quando rutto appare stupendo e magnifico e meraviglioso
pronuncia dentro di te queste parole...
darai alle cose il loro giusto valore.
Calire Rainer