Questo blog parla dei tentativi e forse anche dei successi di chi, ogni giorno, tenta di scappare dalla gabbia che gli è stata costruita intorno per riconquistare la propria libertà perduta...

Io credo che l’Amore Vero esista. L’Amore che non chiede niente e che si limita semplicemente ad amare. Un Amore che disseta il desiderio di Libertà e che emana dolcemente il suo delicato profumo verso colui che sceglie di crederVi. Alcuni lo chiamano “Dio”, altri lo hanno nominato “Vana Illusione”… Ma se fosse solo un ideale senza senso, allora quando sarò sul letto di morte sarò fiero di aver dedicato il prezioso tempo che mi è stato concesso di vivere, alla ricerca di questo fantastico sogno...
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Sulle tue labbra
Che mordo piano,
Un bacio vero.
Nei tuoi angoli morbidi
Mi fermo
Ti bacio
Respiro la tua pelle
Appoggio premendo
Il mio seno su di te
Abbraccio ed intreccio
Mi perdo
In un tuo brivido
Gemito ad occhi chiusi
Sospiro d’alito caldo
E briciole di noi
Su un letto di passaggio
Il cuore a mille
Ne sento il rumore
Nudità d’amore pervade
E rimanendo sogno
Il tempo non scolora
Venexiana

I miei occhi e il cuore son venuti a patti
ed or ciascuno all'altro il suo ben riversa:
se i miei occhi son desiosi di uno sguardo,
o il cuore innamorato si distrugge di sospiri,
gli occhi allor festeggian l'effigie del mio amore
e al fantastico banchetto invitano il mio cuore;
un'altra volta gli occhi son ospiti del cuore
che a lor partecipa il suo pensier d'amore.
Così, per la tua immagine o per il mio amore,
anche se lontano sei sempre in me presente;
perchè non puoi andare oltre i miei pensieri
e sempre io son con loro ed essi son con te;
o se essi dormono, in me la tua visione
desta il cuore mio a delizia sua e degli occhi.
William Shakespeare
Ama nel Caos.
La nostra essenza è il disordine
Acchiappiamo topi,
Rattrappiti dal vento odierno
Avvolti da fiamme invisibili.
Mentre andiamo a male
Veniamo controllati
Osservati, spiati
Catalogati,
Come monete
Nessuna importanza
Per le monete che si perderanno
In fondo al mare in tempesta.
Cammino per la mia strada,
Un metallico letto
Solo un sottile rivolo liquido
Appena gorgogliante,
Mi muovo contro corrente,
Contro vento,
Ma scivolo indietro.
Verso il buio.
Ama nel caos.


Room 59
Finalmente sono qui, chiuso in questa stanza da solo, con acqua, barbiturici, ed un sandwich.
Tutto è illuminato da una luce invecchiata da tende sporche e logore, cammino su di un tappeto spesso come carta, e penso a quante volte sono stato ragionevole nella mia vita, mi sono sempre detto "vivi come se non ci fosse un domani" invece ho sempre vissuto nell'attesa, senza andarmi a cercare nulla. La mia stanchezza è visibile nonostante la felicità delle cose, un sorriso come una fettina d'arancio secco, degli occhi neri ed asciutti, pochi capelli che si oppongono alla gravità. Ormai ho maturato certi pensieri. Ormai niente e nessuno potrà togliermi dal bel mezzo della strada mentre aspetto di essere travolto da quei fari che avanzano nel buio. Ho succhiato e mi sono fatto succhiare la vita, inutilmente. In questo momento, mentre mi vedo riflesso allo specchio, odori, colori, sapori tirano gli ultimi respiri urlando con forza e facendosi più vividi che mai, passano attraverso quella porta circolare che è la mia mente, stressandola.
Prendo le prime 10 pasticche con un paio di sorsi d'acqua.
Mi spoglio, osservo il mio corpo, robusto, grosso e peloso, quanto somiglio a mio padre. Quanto l'ho detestato nel corso degli anni, quanta energia buttata via, giorni a litigare, cercando di prevalere, cercando di conquistare qualcosa che a mia insaputa già avevo, quanti pranzi passati in silenzio per le incomprensioni, quanta sofferenza in un periodo in cui avrei dovuto sfruttare al massimo le mie energie, ed invece io cosa facevo? pensavo troppo, come adesso. Crescendo ho appreso cose nuove, ma non per questo ho smesso di farmi domande, quasi come se conoscere e percepire quello che avevo attorno mi abbia portato ad una intolleranza totale e completa del mondo stesso, le sue regole, i suoi schemi, imposti dall'uomo stesso per poter rientrare in una normalità che mai e poi mai sarà tale.
Ne prendo altre 8.
La mia curiosità, la mia voglia di conoscere le cose mi ha sempre nuociuto, la realtà che percepisco ha sempre infranto e distrutto il mio modo di vedere le cose, in adolescenza credevo che crescendo le cose sarebbero state più facili, che tutto sarebbe stato più stabile dentro di me, ed invece nulla. Diventando adulto, le sicurezze sono venute meno, tutto è stato come un lento lacrimare in crescendo che scoppia alla fine in un pianto ininterrotto in mezzo alla desolazione delle cose che si disfano, un po' come questa vecchia stanza di motel. Tutto è nuovo e bello in principio, col tempo viene ricoperto da una patina sottile, quando si perdono cose importanti nel cammino verso la vera solitudine, la patina si stringe intorno al cuore non facendolo battere finché il ricordo è ben definito nella nostra mente.
Altre 10.
Adesso mi distendo sul letto e osservo il soffitto, vorrei che tutto accadesse come ho sempre fatto, cioè che le cose venissero a me e avvenissero intorno a me. Ma ora mi sono detto basta. Do un morso ad un sandwich comprato al distributore qui fuori, che saporaccio che ha, guardo cosa ha all'interno e vedo una fettina di prosciutto ed una di formaggio con una foglia marrone di lattuga, ecco cos'era che non andava, non era mica come quei panini che preparava mia madre, semplice panino al burro con uno strato di marmellata alla pesca, fatta con le sue mani, che sapore dolciastro sta invadendo adesso la mia bocca, l'immagine di mia madre sorridente, (mentre prepara la merenda al suo unico figlio, che non creerà problemi crescendo, ma che la farà preoccupare anche troppo quando si allontanerà di casa) mi porta rancore verso il passare del tempo. Apro la finestra, fa caldo, ma la mantengo socchiusa non voglio perdere questo momento di intimità con me stesso, che cerco da un po'.
14 in più.
Mi è stato detto milioni di volte dei vari esami che avrei dovuto affrontare nella vita, ma io carico d'energia ed ormoni, ho sempre pensato che sarebbe stato un continuo migliorarmi nel tempo, ed invece dopo tanta strada, dopo tanto sesso, dopo tante litigate e dopo tanta buona e cattiva musica ascoltata, sono ancora qui, al punto di partenza. In gioventù, nel mio breve periodo di sperimentazione, sono anche stato pagato (ed io ho accettato per proseguire gli studi) da signore con il doppio della mia età, ero felice perché i miei ormoni erano liberi di fluire via dal mio corpo, mi credevo il creatore stesso del mio destino. Poi le cose andarono a male, marcendo. Impegni, responsabilità e lavoro hanno quietato l'istinto che stava cominciando ad uscire, la routine ha ucciso la parte migliore di me stesso, e cioè quella che viveva il secondo presente.
Ingollo altre 10 pasticche.
Apro il cassetto del comò alla destra del letto, dentro vi è un libro, “il Signore delle Mosche”, di W. Golding, l'ho letto ai tempi delle superiori, bel libro, tratta il tema universale del Bene e del Male, forze insite all'interno dell'uomo e tenute a bada da schemi rigidi imposti dalla società “civile”, ma la genialità del libro sta nel far protagonisti di tale battaglia, i bambini, visti proprio dalla società stessa come “puri” ed “ingenui”. L'uomo è cattivo, vive come inscatolato, appiccicato ad altri suoi simili, è ovvio che alla fine ci si morda a vicenda, sia tra conoscenti che persone sconosciuti, siamo animali in fondo, e la pazzia ogni tanto fa capolino fuori dalle barricate alzate dalla nostra Cultura. E quando succede tutti pietrificati dall'orrore e dallo sconcerto, per aver visto o ascoltato qualcosa che non rientra negli “schemi”, quando invece come essere umano, e quindi come animale, si può fare di tutto, niente diavoli o demoni, siamo solo noi stessi nella nostra intera complessità. Non c'è via di scampo, né salvazione.
L'era glaciale era sempre stata lì, i miei primi affeeetti più cari, come mio padre e mia madre, i miei nonni, in particolare mia nonna, avevano tentato il più possibile di tenermi lontano dal freddo della vita. Tanti ricordi di me piccino-picciò mi vengono in mente, quaaaaando facevo tante domande a mia madre, sommergendola con mille perché, e lei con pazienza rispondeva a tutto nella maniera più adatta ad un bambino di 4/5 anni; mi ricordo di mio nonno, quando fuuuorai la ruota della prima bicicletta che ricevetti, mi mostrava come cambiare tutto, la ruota, la camera d'aria, come ungere la catena e stringere i freni, mi diceva spesso “Apprendi l'arte e mettila da parte”; mio padre che vedo in maniera positiva solo mmmmmm...ora, col suo fare burbe...o, con la sua comunicazione particolare, tutta sua, dimostrandomi in silenzio e nel tempo il bene che mi ha voluto crescendomi e assistendomi, stando accanto a mia madre quando avevo bisogno e mi rivolgeeeeeevo solo a lei; i miei zii che mi hanno fatto piano piano fatto capire che le cose cambiano col tempo; e poi miannn nonna, che, nonostante gli anni siano passati la ricordo sempre sorridente e positiva, sempre disponibile per gli altri, in quei momenti, mi rendo conto di aver vissuto una felicità unica, in quanto era la prima, in futuro ne avrei avuto altra, ma mai così genuina e semplice.
Sento il peeeeett pesa....nte, il respiiiro leggero, sento il mio ba...ba...bat...tito carrrdiaco nelle orechie, gli occhi mi si ....... soli, adesso sono tutti intorno a me a guardarmi e sorridermi, chiachierano tra di loro mentre mi oservano, non penso più a n...lla.
Non ci sono più quelle mille sfumature nella mia testa, solo loro con le loro voci così familiari, che mi infondono pace. E' finito il tempo d'analizzare.
E' on-line "Le Lacrime della Rosa Mistica - Una mistica storia d'amore" il libro da me tradotto scaricabile gratuitamente cliccando sulla rosa... Lo dedico alla persona che amo, alla persona che mi ha fatto scoprire il significato della parola Libertà.
A lei dedico questo mio nuovo volo!
Equilibrio

Rimanere in equilibrio in questa domenica di giugno con il caminetto ancora acceso, un cielo grigio autunnale, coperto di nuvole e pioggia da guardare in silenzio oltre il vetro, lo stesso da sempre. Cercare tra le pagine di un libro il senso ed il calore di sogni ed emozioni. Un senso urlato sottovoce e musica conosciuta che illumina il silenzio. Assenza di rumori ma non di segni e ricordi da proteggere. Lenzuola da dipingere con percezioni lisce e morbide. Corpi in equilibrio, in bilico tra nuvole e traiettorie leggere e vigorose. Foschia di pensieri che ardono veloci come paglia secca e banchi di sabbia da odorare. Isolamento da evitare e carte che piangono come bimbi senza passatempi da giocare. Pagine di diari immaginari che si affollano di esperienze, foto da incollare o films da rivedere. Sentir deridere una donna che abbraccia un albero perché domani le mancherà è un po’ come sentire dolore per quel gatto che, che ancora salta nella tua mente schizzando ultimi attimi di vita e gocce di sangue. Abbracci l’albero e lui abbraccia te… e piangi anche se sei un uomo e la società ti ha insegnato che non va bene piangere. Devi essere coraggioso, sai? Le lacrime, solo le lacrime hanno la forza ed il calore per fondere il ghiaccio. Voglio diventare un’isola e rimanere in equilibrio con il corpo e la mente. Voglio diventare un’isola e fluire…. lasciarmi raggiungere dalle acque. Voglio poter piangere se ne ho voglia. Voglio poter urlare se ho bisogno di sentirmi. Voglio cantare e voglio perdermi nel calore dei miei sogni. Voglio nel silenzio più profondo…ora in questo orizzonte grigio immagino colori e la luce diventa sorrisi. Profumo, il mio, il tuo….profumo ed equilibrio in questa pazza domenica non più fredda. La gioia non lo è, fredda…sai?
Osho
"Noi tendiamo a ridurre tutto al come fare qualcosa. Nel mondo intero esiste un orientamento automatico in questo senso, e tutti, in particolare la mente dell'uomo moderno, operano così: come fare questo, come fare quello, come diventare ricco, come avere successo, come influenzare le persone e farsele amiche, come meditare, addirittura come fare l'amore. Non è lontano il giorno in cui uno stupido qualsiasi chiederà come si fa a respirare! No, non si tratta affatto di come fare qualcosa: non si deve ridurre la vita a una tecnica. Una vita ridotta a tecnica perde totalmente il sapore della gioia".

Sussurro proviene dall'alto
alzo gli occhi
dai grossi rami di una vecchia quercia
una foglia cade
senza fare rumore
sfiora la mia mano
silenzio ora
non mi muovo
forse dovrei,
nella notte che incombe,
scappare
Speranza prima soffocata
danza libera nel vento
portandomi con sè...
