Questo blog parla dei tentativi e forse anche dei successi di chi, ogni giorno, tenta di scappare dalla gabbia che gli è stata costruita intorno per riconquistare la propria libertà perduta...

Io credo che l’Amore Vero esista. L’Amore che non chiede niente e che si limita semplicemente ad amare. Un Amore che disseta il desiderio di Libertà e che emana dolcemente il suo delicato profumo verso colui che sceglie di crederVi. Alcuni lo chiamano “Dio”, altri lo hanno nominato “Vana Illusione”… Ma se fosse solo un ideale senza senso, allora quando sarò sul letto di morte sarò fiero di aver dedicato il prezioso tempo che mi è stato concesso di vivere, alla ricerca di questo fantastico sogno...
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Il risveglio del cuore. Discorsi sull'amore
(Osho)
da: I diversi aspetti dell'amore
Prabhudas: Bhagwan perché ho paura delle donne?
Bhagwan: Prabhudas, è un problema che hanno tutti, non solo tu. Tutti gli uomini hanno paura delle donne, e tutte le donne hanno paura degli uomini, perché tutti hanno paura dell'amore. La paura riguarda l'amore. Per questo gli uomini hanno paura delle donne: perché sono l'oggetto del loro amore. E le donne hanno paura degli uomini perché sono l'oggetto del loro amore.
Abbiamo paura dell'amore perché l'amore è una piccola morte. L'amore richiede la nostra resa, e noi non vogliamo assolutamente arrenderci. Noi vorremmo che fosse l'altro ad arrendersi, uno schiavo. Ma lo stesso desiderio c'è anche dall'altra parte. L'uomo vuole che la donna diventi una schiava, e naturalmente la donna vuole che l'uomo diventi uno schiavo: esiste lo stesso desiderio. Forse i metodi di imprigionamento reciproco sono diversi, ma il desiderio è lo stesso. I metodi degli uomini sono più rozzi, quelli delle donne più sottili. Se l'uomo vuole distruggere la libertà di una donna, può farle del male. Se una donna vuole distruggere la libertà di un uomo, può farsi del male. E questo ha un effetto di gran lunga maggiore, ricordalo! Può piangere e gridare, e questo è anche molto più intelligente, perché lascia l'uomo completamente indifeso. Se colpisci qualcuno, l'altro si ribella, reagisce, può colpirti a sua volta o almeno difendersi. Ma se tu colpisci te stesso, l'altro non può far nulla. È senza difesa, semplicemente sconfitto.
Per questo solo gli uomini pensano di essere padroni in casa propria. Le donne sanno bene come stanno le cose, ma non affermano mai la loro supremazia. In effetti, non c'è bisogno di affermarla perché è assolutamente chiara. L'uomo deve dichiararla perché è insicuro, incerto. E la donna è sempre d'accordo con lui: «Certo il padrone sei tu». E può permettersi di essere d'accordo, dal momento che sa bene come stanno le cose. È molto difficile trovare un marito che non sia dominato dalla moglie. In realtà, essere un marito vuol dire essere dominati dalla moglie. Non ho mai incontrato un marito che non fosse dominato da sua moglie! Non c'è neppure bisogno della parola: marito è abbastanza. E questo perché le vie della mente femminile sono così sottili che i metodi violenti degli uomini non funzionano mai.
Si dice che una volta un re stava parlando con i suoi ministri, e il discorso cadde sull'eterno problema dei rapporti uomo-donna. E qualcuno disse: «Nella Vostra corte, Maestà, tutti gli uomini sono sotto il dominio delle loro mogli».
Il re si offese. «Non è possibile!», esclamò. Ma l'uomo insistette, e aggiunse: «Non solo nella Vostra corte ma in tutto il regno non c'è uomo che non sia bistrattato da sua moglie».
Il re era risentito. Chiamò subito uno dei suoi uomini più saggi, e gli diede due cavalli, i più preziosi che aveva, uno bianco e uno nero. Poi gli disse: «Prendi questi due cavalli, e trova qualcuno che non sia dominato dalla moglie. Quando l'avrai trovato, fagliene scegliere uno, quello che preferisce, il bianco o il nero. Daglielo in dono».
Il saggio partì. Passarono i giorni, le settimane e i mesi. Provò in tutti i modi, ma non riusciva a trovare l'uomo che cercava. Finalmente giunse in un luogo fra le montagne, e lì c'era un uomo molto forte: non aveva mai visto un uomo così. Era seduto fuori di casa a prendere il sole. Il saggio rimase impressionato, e si disse: «Questo è l'uomo che deve essere padrone in casa sua!». Gli chiese: «Dimmi la verità: chi è il padrone in casa tua?».
L'uomo gli mostrò semplicemente i pugni chiusi e i muscoli, ed erano così grossi, massicci che persino il saggio ne ebbe paura. E l'omone disse: «Guarda i miei muscoli! Cosa ne pensi? Chi altro può essere il padrone in questa casa?».
Il saggio chiese: «Dov'è tua moglie?»
Una donnina esile e magra... quest'uomo avrebbe potuto ucciderla in ogni momento, distruggendola con un solo pugno. Stava cucinando qualcosa in un angolo. L'omone disse: «Quella è mia moglie».
Il saggio era soddisfatto. Era assolutamente convinto che quell'uomo fosse il padrone di casa sua. Disse: «Allora puoi scegliere. Il re ha detto che puoi scegliere il cavallo che ti piace di più, quello bianco o quello nero».
L'uomo si voltò verso la donna e disse: «Madre di Lalou, quale dovrei scegliere?». «Nessuno dei due!», esclamò il saggio, «se è la madre di Lalou a decidere, la storia finisce qui».
Era quella donnina magrolina ed esile a decidere.
Questa è la situazione! L'uomo cerca, a modo suo, di possedere in qualche modo la donna; la donna cerca di possedere l'uomo. La donna ha paura, perché l'uomo può essere fisicamente violento. L'uomo ha paura perché la donna psicologicamente è molto, molto astuta e potente.
Tu mi chiedi, Prabhudas: Perché ho paura delle donne?
Hai paura dell'amore, hai paura di perdere il tuo ego. Stai facendo una domanda sbagliata. E ricordati sempre che la mente cerca molte volte di fornirti una domanda sbagliata. Basta poco, una giratina, e la domanda diventa sbagliata.
Ora, tu mi chiedi: Perché ho paura delle donne?
La domanda sembra perfettamente giusta. Non è così. Avresti dovuto chiedermi: «Perché ho paura dell'amore?». Questa sarebbe stata la domanda giusta. La tua è una domanda sbagliata. Ma a volte facciamo una domanda sbagliata pensando che sia quella giusta.
Prima di deciderti a fare una domanda, meditaci sopra. Guardala da tutti i punti di vista. Dormici su per qualche giorno in modo che diventi sempre più vera. Se tu mi fai la domanda giusta, la mia risposta ti sarà di immenso aiuto, ma se la domanda è sbagliata, la mia risposta non ti sarà di alcun aiuto. Sii chiaro, con i piedi per terra! E non aver fretta di domandare. Medita sulla domanda, guardala da tutti i possibili punti di vista. Prima cerca di trovare la risposta da te. Lavoraci su da solo. Allora potrai fare la domanda giusta, perché fare la domanda giusta è quasi metà della risposta.
C'è la storia di un russo che arrivò in un villaggio scozzese per contattare una spia che si chiamava Jones. Si avvicinò al capostazione e chiese dove vivesse questo Jones. «Beh, ci sono molti Jones», rispose l'uomo. «Io sono Jones il capostazione, poi c'è Jones il postino, poi... ». Il russo si avvicinò all'orecchio del capostazione e sussurrò: «Sta piovendo a Birmingham, oggi... ». «Ah», disse il capostazione, «intendete Jones la spia! Perché non me lo avete detto subito?».
Siate diretti! Non andate a zig-zag!
La tua domanda di fondo, è questa: «Perché ho paura dell'amore?». Ma hai paura a farla, questa domanda, perché nessuno vuole ammettere che ha paura dell'amore. Anche il solo dirlo crea imbarazzo. E così continuiamo a fare altre domande. Non facciamo mai la domanda giusta, su cui è necessario riflettere. Sono domande sempre molto simili, ma non sono esattamente quelle giuste.
E questa, Prabhudas, non è la prima volta che mi viene fatta questa domanda. Quasi ogni giorno c'è una donna che mi chiede: «Perché ho paura degli uomini?», e un uomo mi chiede: «Perché ho paura delle donne?». Sembra che tutti abbiano paura di tutti! Basta solo che osservi: cosa può farti una povera donna? Cosa può farti un pover’uomo? Siamo tutti sulla stessa barca. Certo, abbiamo paura, ma non l'uno dell'altro.
Un politico sconfitto, dopo giorni e giorni in cui aveva invano cercato lavoro, se ne stava tornando a casa, quando vide il tendone di un grosso circo. Decise di tentar la sorte, chiese al direttore se aveva un lavoro per lui. «Quello che mi manca è solo un uomo capace di camminare sulla fune», gli rispose il direttore. Il politico aveva un po' paura, ma accettò. Quella sera, vestito da scimmia, fu presentato alla folla: «Signore e signori, potrete ammirare ora la scimmia volante». Il politico terrorizzato, salì sulla scala finché arrivò alla fune. Tremando, iniziò a camminare quando, sopraffatto dalle luci, dall'emozione e dalla folla, perse l'equilibrio e cominciò a cadere. Guardò sotto di sé e vide dei leoni che si arrampicavano l'uno sull'altro, cercando di raggiungerlo. Sicuro che fosse giunto il suo ultimo momento, l'uomo cominciò a pregare, quando sentì qualcuno dire: «Non ti preoccupare, fratello, anche noi siamo tutti dei politici sconfitti».
Non aver paura delle donne! Loro hanno paura di te, e tu di loro, e si crea inutilmente molto scompiglio e confusione senza alcun motivo. E tutt'e due vi lasciate sfuggire il vero problema: la paura dell'amore. L'amore terrorizza, fa paura perché richiede qualcosa che non siete disposti a pagare in cambio. L'amore richiede che tu abbandoni il tuo ego: questo è il prezzo che chiede l'amore. E senza pagarlo non puoi ottenere l'amore. Tutta la tua vita è uno sforzo per riuscire ad amare senza pagare questo prezzo. Da qui nascono nella vita la paura, la gelosia, il possesso. Tutto meno l'amore. Andiamo avanti a sperare di poter salvare l’ego ed essere innamorati al tempo stesso. È impossibile, non è nella natura delle cose!
Per cui, se vuoi essere in amore, questa è la prima cosa che devi decidere: «Sono pronto ad abbandonare l'ego?». E ricordati, non è che tu ti arrendi alla donna, né è la donna che si arrende a te. Anche questo è falso. È l'approccio sbagliato che ti ha fatto nascere quest'idea. Tutt'e due vi arrendete ad un qualche sconosciuto dio dell'amore. Ambedue vi arrendete a qualcosa di invisibile. Non vi arrendete l'uno all'altra, niente affatto. Questo è l'approccio sbagliato. E proprio per quest'approccio sbagliato diventa difficile arrendersi.
«Perché mi dovrei arrendere a qualcun altro? Questo vuol dire che il suo ego verrebbe soddisfatto ancor di più!». E lui pensa: «Perché io dovrei arrendermi a qualcuno? Il suo ego sarà ancora più soddisfatto! Chi è lui? Perché dovrei arrendermi a lui?».
Ricorda, chi ha guardato a fondo nella faccenda ha qualcos'altro da dirti. La mia osservazione è che gli amanti non si arrendono l'uno all'altro. Si arrendono a qualcosa di sconosciuto che esiste fra di loro. Si arrendono all'amore, chiamatelo il dio dell'amore, tutt'e due si arrendono al dio dell'amore. Così, con il tuo arrenderti, lasciarti andare, non si soddisfa l’ego di nessuno. Entrambi gli ego scompaiono nell'amore.
Se ti muovi con questa comprensione, tutta la tua paura delle donne scomparirà. Non c'è niente di cui aver paura: dall'altra parte c'è un cuore che trema come il tuo, con le stesse paure. Sentirai compassione allora, invece di paura. Tutt'e due vi aiuterete invece di farvi paura l'un l'altro, perché siete tutt'e due sulla stessa barca. Ma ricordati che la resa è all'altare dell'amore, né all'uomo né alla donna.
Per secoli ti è sempre stato insegnato che gli innamorati si arrendono l'uno all'altra. Questo è una totale assurdità. Deve essere stato detto da gente che non sapeva cosa fosse l'amore. Gli amanti non si arrendono mai l'uno all'altra, ma semplicemente si arrendono all'amore. È vero che perdono l'ego, ma non per darlo all'altro. Gli ego semplicemente evaporano.
Gli amanti non diventano dipendenti l'uno dall'altro, non diventano l'uno lo schiavo dell'altro. Al contrario, l'amore dà libertà. Gli amanti sono le persone più libere che ci siano al mondo. E si aiutano reciprocamente a diventare sempre più liberi, perché la libertà porta la gioia, e l'incontro con la libertà ha una bellezza immensa.
Quando due amanti s'incontrano non attraverso un legame, ma attraverso la libertà, è una benedizione.
